tasti

Antonio Decaro: “Accertare la verità sul caso Moro: lo dobbiamo ai familiari e al Paese”

Nel 1978, nei giorni del sequestro e della morte di Moro, avevi soltanto otto anni. Hai comunque ricordi personali di quei giorni? O ricordi come sono stati vissuti dalla tua famiglia? 

Avevo solo 8 anni, ma ricordo in maniera indelebile l’atmosfera che si respirava a casa in quei giorni, il senso di pesantezza e incredulità nelle parole e negli sguardi dei miei genitori. Sensazione che ho purtroppo rivissuto, questa volta in prima persona, quando nel 2001 Al Qaeda ha ideato e realizzato l’attentato alle Twin Towers di New York.

Quali sono a tuo avviso gli aspetti più importanti dell’eredità politica lasciata da Aldo Moro? Quali sono gli elementi che rendono ancora attuale la figura di Aldo Moro a 36 anni dalla sua scomparsa?

Aldo Moro ci ha lasciato in eredità il “compromesso storico” tra il partito comunista e la democrazia cristiana, il tentativo embrionale di costruire un centro sinistra per governare e riformare l’Italia.

Questo è il principio ispiratore da cui nasce il progetto del Partito Democratico. Ritengo fondamentale ricordare, però, anche il tratto umano di Aldo Moro, l’attenzione che ha sempre dedicato alla famiglia e ai giovani. In particolare, Aldo Moro è il politico che più di ogni altro aveva compreso la necessità di un rinnovamento in politica. In una lettera a Zaccagnini, non spedita dai brigatisti e ritrovata soltanto nell’ottobre 1990, lo statista democristiano scrive: “Ho riflettuto molto in queste settimane. Si riflette guardando facce nuove. La verità è che parliamo di rinnovamento e non rinnoviamo niente […] Perché qualche cosa cambi, dobbiamo cambiare anche noi.” È un insegnamento che stiamo provando ad attuare in concreto anche a Bari.

Sei tra i firmatari, insieme a Gero Grassi e a deputati di molti gruppi, della proposta di legge volta a istituire una Commissione parlamentare di inchiesta sul caso Moro, che sta per essere approvata alla Camera. Ritieni che sia ancora possibile fare luce sui numerosi misteri che ancora avvolgono le circostanze del sequestro e della morte di Moro?

Credo sia doveroso che il Partito Democratico provi sino in fondo ad accertare la verità storica sul delitto Moro; lo dobbiamo ai familiari, oltre che a tutto il paese. Non so se siamo ancora in tempo, sicuramente dobbiamo provare a venire a capo di questo mistero una volta per tutte. Il nostro Paese ha troppi scheletri nell’armadio e troppi morti sulla coscienza.

Da candidato sindaco di Bari, intendi proporre iniziative per rafforzare il legame e la memoria del rapporto tra Aldo Moro e la nostra città?

La figura di Aldo Moro è rappresentativa e simbolicamente veicolata nella nostra città attraverso l’Ateneo degli studi di Bari, la nostra università. Questo è un messaggio fondamentale che possiamo e dobbiamo valorizzare. Credo che uno dei modi per valorizzare la figura politica sia onorare e sostenere l’Ateneo come centro universitario nel Sud Italia e favorirne lo sviluppo attraverso politiche comunali e regionali attrattive per un numero maggiore di studenti. Studenti baresi che dobbiamo convincere a restare nella loro terra e studenti fuorisede a venire a studiare in Puglia. In questo modo avremo un potere contrattuale maggiore al tavolo nazionale dell’istruzione che non può più permettersi di ignorare le richieste delle università del Sud.

Antonio Decaro interverrà questo pomeriggio alle ore 18 presso l’Hotel Excelsior in via Giulio Petroni, a Bari, all’incontro con l’On. Gero Grassi dal titolo “Chi e perché ha ucciso Aldo Moro”, insieme al sindaco di Bari Michele Emiliano e al consigliere regionale Michele Monno.

Condividi con :

    I commenti sono chiusi.