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29/11/2005

Lame e canaloni, salvezza di Bari

Un convegno di Bari Democratica sulla tutela della 'rete' che protegge la città in caso di alluvioni


BARI - "Bari, la città delle lame e dei canali". Su questo tema si sono confrontati esperti e politici nel corso dell'incontro organizzato sabato scorso da Bari Democratica, l'associazione presieduta da Michele Monno capogruppo della Margherita in Consiglio comunale. Un argomento che in questi ultimi tempi ha recuperato attualità perché proprio la devastazione di alcune lame e dei relativi canaloni ha accentuato gli effetti negativi dell'alluvione del 23 ottobre scorso. In questa intervista a 'Bari-sera' Monno fa il punto sulla situazione, confermando la volontà di tutelare questo bene ambientale da parte dell'intero centrosinistra che governa la città da poco più di un anno. Lame e canaloni: l'alluvione del 23 ottobre fa ancora discutere. "Questo è in realtà un tema ben caro a Bari Democratica; le forti piogge di fine ottobre hanno restituito attualità, ma la questione è da anni al centro delle nostre attenzioni, an-che per interessi archeologici e naturali". Il convegno di Bari Democratica ha pure una valenza politica. "Certo. Ci sono rappresentanti di tutte le forze politiche che formano la coalizione di centrosinistra. Quindi è stata un'occasione per concordare l'azione futura". Qual è l'obiettivo più importante? "La ritipizzazione delle lame. Questo significa che pezzi di territorio sinora definiti semplicemente come terreno agricolo, diventano invece vere e proprie "lame" con tutte le conseguenze". Sarebbe a dire? "Che non solo è protetto l'alveo, ma c'è l'obbligo di inedificabilità fino a 150 metri dal ciglio delle lame". Sarà più difficile costruire quindi. "Certo, e lo si è capito dalla piccola contestazione che c'è stata in sala durante il convegno da parte dei proprietari di alcuni fondi a Ceglie e a Carbonara, che si trovano appunto all'interno dei 150 metri proibiti". Saranno danneggiati dalla ritipizzazione? "No, perché l'assessore all'Urbanistica Ludovico Abbaticchio ha garantito i cosiddetti crediti urbanistici". Che significa? "Semplicemente che chi perderà il diritto di costruire a causa di questi nuovi vincoli, avrà diritto a recuperare le stesse cubature in altre zone della città". Tutti d'accordo? Diciamo che sulla materia c'è sostanziale omogeneità di vedute tra i partiti della coalizione di centrosinistra. Ma sabato non si è parlato solo di edificabilità dei suoli. Certo che no. Ad esempio nella sua relazione Mi-chele Sicolo ha parlato di vari ritrovamenti archeologici di grande importanza risalenti al periodo neolitico. 'Bari Democratica' ha a cuore l'ambiente e il paesaggio sotto tutti i punti di vista.

n. m.

Barisera del 29/11/2005



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