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11/06/2003 Servono anticorpi contro l’impunità amministrativa
L’analisi del presidente della Margherita di Bari, Michele Monno
BARI - La legalità e la giustizia nell’amministrazione comunale potranno essere garantite da un sindaco capace di condurre e governare la macchina burocratica, al fine di farla operare in piena trasparenza, e da qualche aggiustamento da apportare alla legge Bassanini.
Il presidente della Margherita di Bari, Michele Monno, illustra gli anticorpi per evitare il ripetersi di deviazioni ed illegalità, come quelle avvenute nei giorni scorsi al Comune di Bari.
Cinque tra consiglieri comunali ed ex arrestati, tre indagati per concussione aggravata e continuata. Eppure per molti l’epoca delle tangenti sembrava definitivamente archiviata. Cosa succede al Comune di Bari?
“Innanzi tutto, voglio evitare le piazzate forcaiole. Tenderei a capire perché avvengono simili episodi e a trovare soluzioni attraverso la politica”.
Allora, perché avvengono questi episodi?
“Il problema dei diritti dei cittadini, della legalità e della giustizia, ci riporta a tre riflessioni su alcune questioni fondamentali: la trasparenza amministrativa, l’art. 18 sulla non licenziabilità, e la capacità di conduzione dell’apparato amministrativo. Su quest’ultima questione, è inutile fare gli ipocriti - e parlo per il centrosinistra - ignorando il nesso che c’è tra quello che si vuole, il cosiddetto programma, e quella che sarà la nostra futura leadership su Bari. E’ prioritario tracciare il profilo del candidato sindaco, proprio perché la sua capacità di conduzione dell’apparato pubblico potrà garantirci da deviazioni, come quelle che si sono verificate nei giorni scorsi nel Consiglio comunale barese”.
Quanto conta, in questi casi, la riflessione sulla caduta dei valori morali nella nostra epoca moderna?
“Non si può riportare tutto alla morale. Anche perché stiamo vivendo una situazione di cambiamento dello stato di diritto, essendo, di fatto, derubricati tutti i reati per furto. Sul furto con destrezza o in appartamento, infatti, non si procede più a nessuna iniziativa giudiziaria, altro che obbligatorietà dell’azione penale”.
E‚ la fotografia dell’attuale stato della giustizia?
“E’ un trend generale dell’intero Paese. Non abbiamo un solo responsabile di furto, non in flagranza di reato, perseguito, e anche se preso sul fatto, non succede niente lo stesso. Altro che situazione di moralità generale. Non è questo il terreno”.
Quale lettura, allora, per gli ultimi episodi di concussione?
“Tra prima e seconda repubblica, ci sono delle importanti differenze. Nel passato, prima che una delibera arrivasse in Consiglio comunale, l‚apparato politico, cioè i consiglieri, avevano la possibilità di seguirla e discuterla direttamente con i funzionari dell’apparato amministrativo. Il lavoro a monte, quindi, era già condiviso. La massima assise comunale, alla fine e dopo l’ulteriore dibattito, dava il via libera. Le leggi Bassanini hanno dato, successivamente, ampi poteri all’apparato burocratico comunale, quindi l’unico organo di controllo non è più il consiglio comunale, ma il sindaco, il direttore generale e il suo staff”.
Prendiamo, per esempio, il caso del Putt, sul quale si è consumato il fattaccio.
“Nel passato, il provvedimento sarebbe stato concordato tra i gruppi consiliari, oggi, addirittura, diventa un atto dovuto‚ rispetto a quello che hanno prodotto i tecnici comunali. Nella prima repubblica c’era un sistema tangentizio preventivo rispetto all’obiettivo, e l’abbiamo stroncato. Nella seconda repubblica è peggio. Un apparato comunale impunito scrive e fa ciò che vuole, e ci deve essere qualcuno che lo deve rettificare pur non avendo gli strumenti tecnici per farlo. Il consiglio comunale, infatti, non ha gli strumenti tecnici per fare questo, perché non ha alle sue dipendenze un apparato tecnico-burocratico. Un tempo, quando c’era bisogno di vedere una pratica, bastava rivolgersi ad un consigliere comunale che, direttamente o attraverso il suo segretario, ti accompagnava presso gli uffici tecnici del Comune, potendo così apprendere lo stato delle cose, le eventuali variazioni e così via. Questa era la prassi. Oggi i consiglieri comunali sono a malapena ricevuti‚ dal capo della ripartizione”.
Succede, insomma, quello che è accaduto a Bari, dove, a fronte di errore tecnico, alcuni consiglieri comunali ci hanno “marciato”?
“Ci hanno marciato‚ su un errore che è stato dato incarico a loro di rettificare. Siamo all’assurdo: il Putt preparato dai tecnici è stato approvato, dopo è stato rilevato un errore e, per la sua rettifica, si è dovuti ricorrere al consiglio comunale. I consiglieri così sono strumentalizzati. E’ indecente il depotenziamento dei poteri del consiglio comunale. La struttura, quindi, delle regalìe di oggi ha una natura profondamente diversa da quella della prima repubblica. La Bassanini ha riformato quel sistema, ma è ancora oggi un’incompiuto”.
Oggi è il sindaco a giocare il ruolo principale?
“Se non sono sindaco e staff specializzato ad individuare i nuovi funzionari comunali, a licenziare coloro che denotano forme di incapacità manifesta, a promuovere i migliori e gratificarli, è chiaro che il sistema crolla, perché si basa su un potere oligopolistico della pubblica amministrazione. Quello che passava attraverso i consiglieri comunali era più umano, perché il cittadino può dialogare con più facilità con loro, che hanno esperienza di politica e di confronto, che non con il tecnico. I funzionari, in presenza di un errore, ti rispondono semplicemente “Ricorri al Tar”. Perché il vero problema è che resteranno, comunque, impuniti. Un esempio? Mi è stata notificata una cartella esattoriale Ici dal comune di Trani per un appartamento già venduto e comunicata la vendita, la stessa Ici che lo scorso anno mi era stata sgravata. Ho chiesto l’annullamento, ma non me l’hanno accordato. Ho dovuto, quindi, fare ricorso alla commissione tributaria, e ho fatto in più, ma perché me lo posso permettere, una denuncia, attraverso il giudice di pace, per danni verso il funzionario, che non conosco, chiedendone la destituzione per manifesta incapacità. Questo vuol dire che quell’ufficio non ha digitato i dati dello scorso anno, ma il sistema rimane impunito. Quando succedono queste cose nelle aziende private, il capo dell’azienda deve per forza rettificare, oppure rischia un’azione di danni. Se i funzionari pubblici, diventati tali magari dopo raccomandazioni di regime, sono degli incapaci, non è possibile tenerli come pesi morti all’interno della pubblica amministrazione. La legalità si attua solo quando saranno selezionati funzionari capaci e sensibili. Con gli incapaci scatta sempre un sistema di favori e contropoteri. L’esempio limite lo troviamo nei paesi del terzo mondo: più la burocrazia non garantisce i diritti, più la corruzione e la concussione prosperano, e si opera solo attraverso regalìe”.
La legalità, quindi, passa attraverso la capacità di governare, innanzi tutto, l’apparato burocratico pubblico?
“Proprio per far trionfare il principio di legalità, io chiedo che il mio candidato sindaco di centrosinistra, innanzi tutto, debba essere un uomo capace di comandare sull’apparato burocratico pubblico. Altre tipologie non ci interessano, non sarebbero all’altezza della situazione. Non solo capacità di garantire i programmi e i diritti della cittadinanza, il sindaco ha un compito micidiale: deve scegliere gli uomini per far funzionare l‚apparato pubblico, perché è là che cominciano i guai”.
Ci sono anche leggi e regolamenti da cambiare?
“La destituzione dei funzionari incapaci può essere fatta anche con le leggi vigenti. C’è da intervenire con leggi regionali per correggere la Bassanini al riguardo degli assessori che sono esterni al Consiglio. Essi, infatti, devono essere espressione del consiglio comunale, per il resto si possono assumere consulenti esterni. Perché gli assessori non devono essere ostaggio del sindaco, e perché, facendo parte del consiglio comunale, hanno la possibilità ed il potere di far funzionare a favore del Consiglio anche la conoscenza dell’apparato burocratico pubblico. In fin dei conti il Consiglio è impossibilitato dal presentare progetti e programmi, perché si fa carico sui soli consiglieri, o, addirittura, sui partiti, associazioni, che non dispongono neanche degli elementari mezzi di sostentamento. Strutture di volontariato che dovrebbero supportare la concorrenza di un apparato tecnico pagato. Una follia. Io chiedo al sindaco, per esempio, che il Putt deve essere immediatamente reso pubblico attraverso internet, così tutti gli interessati possono già conoscere prima, per fare le eventuali obiezioni. La trasparenza amministrativa è alla base di ogni ricorso o obiezione. Così si arriva ad un processo democratico delle conoscenze. Sento dire ‘atto dovuto’, una cosa scandalosa, ma stiamo alla dittatura, l’atto dovuto deve sparire nella concezione logica. E anche la trasparenza amministrativa e gli atti su internet si possono attuare con le leggi esistenti. I controlli, inoltre, devono essere tali, con una task force sulla valutazione dei burocrati comunali. Se ci sono errori eclatanti, bisognerà prendere provvedimenti disciplinari. L’art. 18 deve diventare una carta non solo dei diritti dei dipendenti pubblici, ma dei diritti e dei doveri. E’ tragico, infine, che l’errore non possa essere riparato dalla stessa amministrazione pubblica. Se si ricorre all’esterno significa che nell’apparato pubblico la capacità di autorettifica non esiste più. Siamo al dramma. Il potere di controllo, in democrazia, deve essere innanzi tutto all’interno dello stesso ente”.
La macchina burocratica comunale barese opera con poca trasparenza?
“E’ incapace di autocorrezione e agisce con poca trasparenza. L’impunità non deve essere garantita a nessuno. In atti amministrativi se c’è stato un errore bisogna rettificarlo. Per quale motivo il Putt è stato consegnato ai consiglieri un anno e mezzo dopo averlo ricevuto dalla Regione? Per quale motivo non è stato mai pubblicizzato in nessuna maniera? E‚ ignobile ilautore
Barisera del 11/06/2003
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