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24/11/2003

"Convenzione? Una creatura mai nata"

Le riflessioni del responsabile di Bari Democratica, Michele Monno


 

BARI - "La Convenzione esisterà sempre, proprio perché essendo una creatura mai nata, può essere anche una creatura mai morta". L'imprenditore Michele Monno, animatore dell'associazione Bari Democratica e componente la direzione cittadina della Margherita, traccia, senza infingimenti né ipocrisie, un consuntivo del lavoro di oltre sei mesi all'interno della Convenzione cittadina del centrosinistra.
E' tempo di consuntivo per la Convenzione cittadina, la "novità" del centrosinistra barese che ha lasciato l'amaro in bocca a tanti. Un giudizio sull'esperienza complessiva degli ultimi sei mesi?
"La convenzione è stata una scelta che ritengo ancora giusta: essa esprime, infatti, la rappresentatività politica dei partiti, delle associazioni, dei militanti del centrosinistra. Il fallimento della sua missione è dovuto alla mancanza del presupposto iniziale, cioè quello di darsi regole certe per l'individuazione delle candidature e della rappresentanza politica a Bari. Sono stati, soprattutto, i maggiori esponenti del centrosinistra che, richiamandosi a quelli che sono i principi dell'unanimità, hanno inibito la costruzione di regole di maggioranza e di minoranza, per avere la possibilità d'imporre il blocco in ogni momento con il loro veto. Dietro il principio di unitarietà, insomma, c'è stata soltanto la volontà di mantenere il potere di ricatto".
Anche l'elaborazione di un programma elettorale ha subito la stessa impasse delle candidature?
"Ci sono state, via via, elaborazioni frutto di proposte individuali e di grandi discussioni interne, ma non si è arrivati ancora a formulare un programma. Il professor Livrea aveva avuto questo specifico incarico, e non conosco i motivi per cui ancora non sia stato espletato".
Nel frattempo, una sola associazione - "Futura" - ha coperto da sola il grande spazio mediatico riservato all'argomento.
"Certo solo lo spazio mediatico, ma i contenuti del programma si costruiscono sulla conoscenza ferrata delle problematiche e sulle capacità di prospettiva meditate. La Margherita di Bari, ad esempio, ha prodotto molta più elaborazione teorica rispetto a quella di "Futura", anche se non abbiamo "sfondato" nei mass media, perché schiacciati dalle problematiche riguardanti la Provincia. Circa i metodi d'individuazione del candidato sindaco, poi, le richieste sono state molto chiare: le primarie con "una testa un voto", con sottoscrizione di un minimo di programma elettorale. Chi ha fatto l'opera di sbarramento è stato tutto il mondo universitario, al quale rimprovero di non avere proprio il polso della situazione barese, un altro aspetto tragico dei lavori della Convenzione".
Nello specifico?
"La non considerazione che le forze cittadine che affluivano su Michele Emiliano ormai diventavano maggioritarie. Si era, insomma, intorno all'80 percento dell'elettorato di centrosinistra, a fronte del 20 per cento da dividere tra gli altri nomi circolanti come Onofrio Introna, Pino Pisicchio e Marcello Vernola. E posso tranquillamente affermare che, anche se dispiacerà a qualcuno, se si fosse affrontata in termini di primarie l'elezione del candidato alla Provincia, in difficoltà saremmo stati noi della Margherita, la parte vincente del Congresso provinciale, non avendo mai proposto un altro candidato da contrapporre al presidente uscente".
Si può identificare quello che lei ha definito il "mondo universitario"?
"Ha operato all'interno della Convenzione, ma non posso citare nomi".
Ritornando alle primarie...
"Sono sicuro che con la candidatura di Michele Emiliano alle primarie potevamo stravincere a Bari, e con lo stesso metodo Vernola avrebbe potuto cavarsela alla Provincia. C'è da ribadire, insomma, che se non ci si mette d'accordo prima sui criteri di scelta dei candidati, basteranno, come sempre, i soliti "due/tre personaggi in cerca d'autore", spesso figli di degne famiglie di professionisti della politica come i Pisicchio o i Vernola, a bloccare tutto. Non è, quindi, un problema di nomi: il centrosinistra può mettere in campo almeno una decina di personaggi capaci e degni d'amministrare, da Gianni Di Cagno a Giannini ad Abbaticchio alla stessa Servodio, per esempio. La verità è che Emiliano è la prima espressione della Seconda Repubblica che abbiamo a Bari".
Che ruolo hanno giocato nella Convenzione i due partiti più grandi del centrosinistra, la Margherita ed i Democratici di Sinistra?
E' mancato da parte loro il coraggio della propria assunzione di responsabilità politica, nell'indicazione di un candidato per le primarie, e nell'indicazione di tempi certi e criteri equi, per creare l'aggancio anche alle liste delle elezioni Europee. Quello che a Roma viene preso per buono, insomma, a Bari diventa impraticabile. La lista unica proposta da Romano Prodi, infatti, è stata sposata da tre partiti dell'Ulivo, e lo stesso Rutelli ha chiarito che le porte restano spalancate a tutti, ma solo in nome di quella lista. E' stata presa una decisione coraggiosa, insomma, che è andata al di là delle logoranti trattative con i partiti più piccoli della coalizione".
A Bari, allora, è tempo di prendere delle decisioni sul candidato e sul programma.
"Con patti e regole chiare fin dall'inizio c'è spazio per tutti, anche per Rifondazione Comunista. Per la Convenzione dei partiti e delle associazioni di centrosinistra, quella che viene definita pari dignità esiste nel momento dell'espressione delle idee, delle articolazioni dei programmi e degli obiettivi e della rappresentanza, ma non può trasformarsi in diritto di veto".
Posto che sia Emiliano il candidato sindaco del centrosinistra di Bari, cosa resterà della Convenzione?
"La Convenzione esisterà sempre, proprio perché essendo una creatura mai nata, può essere anche una creatura mai morta. Anche perché dobbiamo ancora sceglierci le regole di conduzione dei collegi, identificare quale realmente sia l'organismo che noi chiamiamo Ulivo. Noi, oggi nella Margherita, ce l'abbiamo una collocazione di partenza, quella dei Democratici per l'Ulivo, che ha lavorato sin dall'inizio per un'aggregazione unitaria e vediamo, quindi, nella Convenzione l'alleanza dei partiti della maggioranza della coalizione che appoggia Emiliano. Certo, quest'organismo dovrà, comunque, ritrovare simbologia e nomi, ma, volenti o nolenti, è questo il vero corpo del centrosinistra. La Convenzione delle regole è, quindi, un discorso per il futuro. Nella bene augurata possibilità di vincere le elezioni, non ci dobbiamo ritrovare in una situazione come quella di Vernola alla Provincia, che non è un caso personale ma contempla il rapporto tra le istituzioni e i partiti. Chiederò al candidato Emiliano di astenersi dall'applicazione di una sorta di manuale Cencelli rivoltato, dove chi conta l'un per cento può pretendere quello che vuole. Per gli assessori, per esempio, ritengo che sia necessario utilizzare il criterio della nomina dei primi degli eletti nelle varie liste, poiché bisogna garantire un patto con gli elettori di cinque anni e non ci si potrà permettere, dunque, una situazione di continua fibrillazione".


r.p.
Barisera del 24/11/2003

 

 


 



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Mandatario Basilio Taneburgo