BARI - Il futuro degli enti locali è proiettato verso una sempre maggiore autonomia nello scenario del federalismo. Questo significa consolidare una spiccata identità territoriale che si traduca, soprattutto, in capacità di giocare da protagonisti le grandi partite dei servizi pubblici locali, un campo che chiama direttamente in causa, più d'ogni altro, il cittadino utente. Queste tematiche, in relazione al programma del futuro candidato sindaco del centrosinistra al Comune di Bari, sono state dibattute nel corso di un incontro tematico dell'associazione Bari Democratica. Il suo presidente, Michele Monno, ne ha illustrato i contenuti e le finalità.
Nell'epoca della devolution diventa fondamentale la costruzione dell'identità propria di un territorio. Qual è lo stato attuale di Bari e della Puglia?
"A Bari manca un'identità barese che è alla base della qualità della vita in città, e diventa protagonista nella preparazione dei nuovi contratti che un nuovo ente locale andrà a stipulare per conto dei suoi cittadini, per quel che concerne i servizi pubblici d'uso quotidiano. Sulla strada della costruzione di un'identità cittadina e regionale, si sono registrati nei giorni scorsi dei segnali positivi. Il presidente della Regione, Raffaele Fitto, si è schierato apertamente contro le decisioni governative (poi rientrate, ndr) di localizzare a Scanzano Jonico la pattumiera nucleare nazionale, mentre l'intero Consiglio regionale approvava all'unanimità la legge che vieta la coltivazione e l'allevamento sul territorio pugliese degli Ogm, gli organismi geneticamente modificati. Si tratta di due episodi positivi, perché significa che la Puglia difende gli interessi del suo territorio e della vicina Basilicata, ponendo in primo piano una dinamica dell'identità del prodotto agricolo tipico. Il nucleare, infatti, non vuol dire soltanto avere la garanzia che lo stoccaggio delle scorie sia fatto nella massima sicurezza, ma valutare i danni che possono subire i nostri prodotti tradizionali, anche dalla semplice informazione che il territorio pugliese possa contenere materiale a rischio d'inquinamento radioattivo. Voglio proprio vedere come potremmo, in quel caso, andare a vendere il pane Dop di Altamura o il nostro olio d'oliva biologico".
Ritornando a Bari...
"Bari ha bisogno di riprendere l'identità del popolo, della classe dirigente e del nuovo Comune. Un esempio di quanto sia sentita tale problematica, è l'immensa mole di proposte scaturite dall'ultimo incontro dell'associazione Bari Democratica con i lavoratori delle aziende di pubblica autorità, non solo quelle che da pubbliche stanno diventando private, che erogano servizi ai cittadini, dalle comunicazioni ai trasporti, dall'energia alle poste. Si tratta di aziende ormai privatizzate o parzialmente privatizzate, che si devono confrontare sul mercato".
Un pacchetto di proposte, dunque, per il programma del futuro candidato sindaco. In quale direzione?
"Diventa centrale il problema della rivisitazione dei contratti con l'utenza che devono essere elaborati dal Comune. E' inevitabile questo percorso, vista la nuova configurazione delle ex municipalizzate, come, per esempio, Amtab o Amgas, che sono già arrivate alla scissione in società operative e società proprietarie degli impianti. I contratti già stabiliti non funzionano perché fatti male, e oggi viene prepotentemente fuori, da parte di tutti i lavoratori di questi settori, l'istanza che il Comune di Bari si faccia carico dei nuovi contratti non solo per le proprie esigenze, ma anche per quelle dei suoi utenti cittadini. Per l'energia elettrica, ad esempio, non solo il nuovo Sindaco potrà contrattarne il prezzo per le esigenze dell'organizzazione municipale, ma potrà anche stabilire un contratto per i propri cittadini a tariffe concordate e a servizi certificati. Le proposte scaturite dall'assemblea di Bari Democratica, hanno un presupposto per la loro realizzazione: il decentramento reale dei poteri alle Circoscrizioni comunali che diventano così vere e proprie municipalità. Un programma ambizioso ma attualissimo che deve far parte, secondo noi, delle realizzazioni dei primi 100 giorni di governo del nuovo sindaco. Già immaginiamo i primi sportelli decentrati per i vari servizi (luce, acqua, gas, trasporti, telecomunicazioni, etc.) allocati nelle sedi delle nuove municipalità urbane".
Il Comune diventa allora la più grande azienda consortile, capace di muoversi liberamente sul mercato a favore dei suoi cittadini...
"Il Comune con le municipalizzate di controllo diventa, di fatto, il soggetto che dovrà stabilire i contratti tipo per tutti i suoi cittadini, con grandi vantaggi, perché il suo raggio d'azione 'commerciale' diventa tutto il territorio europeo. In questo spirito, la vice presidente dell'associazione nonché ex presidente della Stp (Società Trasporti Pubblici), Maria Rosaria Limitone, ha illustrato la situazione del programma della nuova privatizzazione, sottolineando che i nuovi rinvii concessi dal Governo centrale e dalla Regione danno la possibilità di avviare un'ulteriore riflessione su come queste grandi utenze devono essere regolate dai governi cittadini e provinciali. Altri fondatori dell'associazione come Nicola Di Ciaula, Vito Martino e Giuseppe Mastrandrea hanno insistito perché con il contratto il Comune possa farsi carico dei servizi, innanzi tutto, di allacciamento e di segnalazione guasti che sono la nota dolente delle aziende così come attualmente strutturate. Bisogna attivare sul serio, insomma, la Carta dei servizi, strumento fondamentale per il controllo ed il decentramento di tutta la materia. Tutti i quartieri dovranno disporre di sportelli multi-funzione che, mentre rilasciano i certificati di residenza necessari all'accesso di molti servizi, possano avviare pratiche di allacciamento e disporre i controlli di efficienza. Da quest'attività si potrà finalmente raggiungere il duplice risultato di un'alta qualità dei servizi e di un aumento del livello occupazionale, invertendo la tendenza delle società multiutility di mantenere le direzioni operative al di fuori della regione, operando sul posto solo attraverso unità operative e subappalti".
Bari e la Puglia rischiano di non avere sul proprio territorio la "testa" delle grandi società di servizi?
"La Puglia ormai è emarginata. Se non prendiamo nuova coscienza del problema dell'identità cittadina e regionale, evidentemente siamo estromessi dal gioco perché fuori dal contratto politico. Ecco perché bisogna muoversi subito, prima che arrivino altre aziende a inglobare forse anche la nostra Amtab o la nostra Stp".
Un decreto governativo dello scorso 30 settembre dava la possibilità agli enti locali di affidare direttamente i servizi, senza la necessità del bando di gara ad evidenza pubblica, alle aziende a maggioranza pubblica.
"Bisogna vedere la convenzione europea sulla libera concorrenza che cosa ne dirà di questa situazione. Ma il primo criterio è la garanzia dell'utenza. Non si tratta, infatti, di vedere se il servizio sia di proprietà pubblica o di proprietà privata, ma che funzioni secondo standard di qualità a favore di tutta l'utenza. Questo deve essere garantito dalla Carta di servizi del Comune, senza innamorarsi dello schema secondo il quale tutto quello che è pubblico va bene, perché l'azione del 'pubblico' se diventa monopolistica può creare semplici situazioni di ricatto, in alcuni casi con raddoppio di stipendi e diminuzione della capacità di servizio".
Ma se il Comune promuove società multiutility per andare sul mercato libero, diventa soggetto di mercato, quindi, non più garante, ma parte attiva nella dinamica della libera concorrenza?
"Creare servizi multiutility è diverso dal creare la multiholding. Il Comune deve fare convenzioni. La forza degli enti comunali è la capacità di stipulare convenzioni, non necessariamente la proprietà. Andiamo sul pratico. Per il gas, per esempio, è già arrivata la concorrenza all'Amgas con tanto di pubblicità e offerte alternative ai baresi. In questo caso il Comune non può bloccare il mercato, ma stipula le convenzioni con i singoli soggetti operanti sul mercato. Innanzitutto con l'Amgas deve garantirsi l'utenza per le sue esigenze, in secondo luogo, essendo autorità di controllo, con gli enti gestori dovrà determinare per tutti, sempre tramite convenzione, gli standard commerciali, il costo e la qualità del servizio".
r.p.
Barisera del 10/12/2003