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19/07/2004

'Gli assessori? Prima il decentramento'

Intervista al neo consigliere comunale della Margherita Michele Monno


BARI - "L'organizzazione della macchina comunale e, quindi, delle persone e delle competenze che devono guidarla, deve essere avviata a partire dal decentramento. C'è un impegno di programma per costruire le municipalità urbane. E' chiaro che se non si decidono prima le materie e le competenze da delegare alle Circoscrizioni, non si possono impostare gli organigrammi".
L'imprenditore Michele Monno, consigliere comunale della Margherita e presidente dell'associazione Bari Democratica, fissa subito i paletti per procedere nel ragionamento che sta coinvolgendo in questi giorni l'intera opinione pubblica barese: l'identificazione degli assessorati e la scelta degli assessori dopo la vittoria di Michele Emiliano.
Emiliano ha proposto un "metodo in comune" per la scelta degli assessori, chiamando poi i partiti del centrosinistra a procedere con altrettanta trasparenza. La discussione in città su quanto i partiti incideranno sulle scelte del nuovo Sindaco è in pieno svolgimento. Come procedere alla riorganizzazione del Comune?
"L'organizzazione della macchina comunale e, quindi, delle persone e delle competenze che devono guidarla, deve essere avviata a partire dal decentramento. C'è un impegno di programma per costruire le municipalità urbane. E' chiaro che se non si decidono prima le materie e le competenze da delegare alle Circoscrizioni, non si può impostare la macchina comunale, con i suoi circa mille e 800 dipendenti, 600 dei quali sono vigili urbani. Per questi ultimi si dovrebbe procedere al trasferimento in brigate assegnate alle Circoscrizioni: Carrassi-San Pasquale, per esempio, ha richiesto 70 unità, Ceglie-Carbonara 40, e così via fino ad arrivare a circa 320 unità. La situazione attuale vede al mattino la dislocazione dei vigili urbani presso le scuole delle varie Circoscrizioni, ma non si comprende perché alla fine delle lezioni siano spostati tutti in centro. Vuoti massicci sono registrati, inoltre, la domenica e durante la notte".
La sicurezza, infatti, è una delle principali richieste che arrivano dai cittadini delle periferie urbane.
"Il problema della sicurezza del cittadino parte proprio dal Comune. Solo stabilendo le nuove Brigate dei vigili potremo richiedere i poliziotti di quartiere e i carabinieri decentrati sull'intero territorio, in modo da coordinare l'azione dell'ordine pubblico con un piano di sicurezza che deve essere impostato con tutte le forze dello Stato, che sono abbondanti e non tutte attive all'interno della città. Per un efficace controllo del territorio, bisogna prevedere sedi efficienti e moderne alle municipalità urbane con servizi polifunzionali per i cittadini. L'associazione politica da me presieduta, Bari Democratica, ha già indicato in un convegno la vasta gamma di servizi: da quelli demografici e burocratici dell'utente pubblico, ai contratti per l'energia elettrica, l'acqua, il gas, la telefonia, i trasporti urbani ed extraurbani, alla prenotazione delle prestazioni sanitarie ed ospedaliere".
Si corre il rischio di sovrapposizioni con altri enti pubblici come le Asl?
"Tocca al Comune coordinare le strumentazioni elettroniche per l'intera gamma dei servizi. I cittadini non possono subire le scelte delle Asl che talvolta costringono i poveri anziani a sobbarcarsi chilometri di strada per le normali prenotazioni sanitarie. La sede dell'erogazione dei servizi polifunzionali deve essere individuata all'interno delle municipalità collegate in reti informatiche da espandere in tutta la città. Solo così potremo garantire le corrette informazioni, evitare lunghi tragitti e file chilometriche. Bisogna mettere in campo una politica di collaborazione a tutto tondo per risolvere i problemi socio-sanitari, la manutenzione delle scuole, l'informazione ed i servizi al cittadino. Anche per i contratti e gli appalti il decentramento fino a determinate cifre, agganciate al bilancio autonomo delle nuove municipalità urbane, potrà risolvere problematiche spicciole che, però, adesso, portano via un sacco di tempo. Nell'immediato, si può operare assegnando un certo numero di funzionari alle municipalità per la preparazione delle delibere inerenti la manutenzione straordinaria e quant'altro. Successivamente, a mio avviso, va impostato il bilancio con autonomia economico-finanziaria sulle municipalità. Con la riorganizzazione delle periferie in sedi idonee non si può più tollerare che, per esempio, la manutenzione del cancello di una scuola fino a mille euro, debba essere competenza delle strutture centralizzate, perché la sola colossale perdita di tempo di tutti gli addetti a raggiungere le sedi centrali e ritornare in Circoscrizione giustificherebbe il decentramento operativo".
In questa maniera si pone il problema del controllo della spesa.
"Alcuni esponenti politici esprimono perplessità sulla possibilità che un decentramento a pioggia della spesa corra il rischio dell'impossibilità di verifica della stessa. Ma io ritengo che a fronte del Capo Ripartizione, che attualmente ha la responsabilità centralizzata del controllo della spesa, ne dovremmo prevedere nove distaccati, uno per ogni Circoscrizione".
Un direttore centrale della Ripartizione, dunque, e poi uno per ogni Circoscrizione?
"E‚ la soluzione provvisoria. Ma bisogna prevedere che, per esempio, a soglie di budget di spesa fino a 50mila euro deve risponderne il bilancio della municipalità interessata. Bisognerà varare dei provvedimenti organizzati in maniera stabile attraverso una politica di bilancio. Oggi si può partire con i nove vice capi e un capo di Ripartizione, domani nove municipalità autonome in cui confluiscono i trasferimenti programmati delle risorse del Comune. Il modello organizzativo è semplice, basta guardare a quello delle catene di supermercati organizzate per filiali e con direttori di filiale autonomi. Alla verifica ci deve essere un nucleo di controllo, ed è chiaro che i casi di imboscamento e assenteismo sarebbero subito individuati. Non ci sarebbe più la scusa, da parte dei dipendenti comunali distaccati presso le Circoscrizioni, di andare in centro a vedere come fare per il cancello, e poi ritornare a mani vuote per l'assenza del funzionario, accumulando così anche tre giorni di assenza. Se si fa la scelta della manutenzione globale delle strade con un appalto unico più conveniente, è chiaro che ci deve essere un ufficio centrale per tutte le spese oltre i 50mila euro".
In funzione di queste scelte si potrà parlare di assessori e deleghe di governo?
"E' una decisione da prendere prima di tutto all'interno della coalizione del sindaco Michele Emiliano. Se non si supera questo fatto e si fa la proposta di cosa fare subito, non si può discutere di assessorati e organigramma. C'è una logica funzionale: una volta determinati gli assetti, devono essere scelte le persone giuste al posto giusto, che abbiano una buona capacità politica, ma anche competenza tecnica di gestione. Con le professionalità acquisite in città, abbiamo tutte le capacità per fare questo. Sistemata, dunque, l'ordinaria gestione, poi ci sarà da divertirsi‚ sulle operazioni speciali. In particolare, per l'occupazione e la creazione di nuove industrie, significa creare un nucleo attrattivo che deve organizzare insieme agli enti territoriali - Camera di Commercio, Regione, Provincia, etc. - l'afflusso di risorse dall'esterno non solo verso Bari ma anche verso le aree limitrofe. Oggi è un'operazione necessaria perché la disoccupazione è aumentata a livelli troppo alti".
Le operazioni speciali saranno di competenza di un singolo assessore o una di una task force che dipende dal Sindaco?
"La task force deve dipendere dal Sindaco e deve essere formata da professionisti con competenze specifiche e capacità d‚incidere in questo settore. La squadra‚ va anche diversificata in due gruppi: quello che deve gestire le situazioni di criticità, e quello che deve andare in giro per il mondo - dalla Germania al Giappone, agli Stati Uniti d'America - per attrarre i nuovi insediamenti industriali e studiare la riqualificazione di quelli esistenti. Il pressing deve avvenire a tutto campo. Bisogna iniziare ad aprire il dialogo con le strutture industriali esistenti - che sono tante - per valutarne le innovazioni possibili, di modo che chi, per esempio, impiega già mille dipendenti, possa arrivare a mille e 200, e così via. Si comincia, insomma, a rafforzare l'esistente e poi si procede secondo filiere industriali. Bisogna favorire, per esempio, lo sviluppo dell'area del salotto, facendola uscire fuori dalla trappola territoriale di Matera e Altamura, affrontando l'operazione anche in conformità alle aree industriali limitrofe come Modugno, Bitritto, Bitonto, Palo. C‚è un lavoro micidiale da fare. Ma le operazioni speciali sono anche le grandi infrastrutture, dal porto all'aeroporto, alla ferrovia. E‚ chiaro che se funziona il decentramento, dobbiamo creare più responsabilità nelle Circoscrizioni e prevedere una riforma dello Statuto attuale, con la formalizzazione delle municipalità urbane dotate di mini assessori, oltre che del Presidente. In questo non ci deve essere alcun motivo di scandalo. Insisto, abbiamo quartieri di 70mila persone che non sono da meno di città come Trani, Bitonto o Modugno, ed hanno tutti i requisiti per essere autogovernati".

r.p.
Barisera del 19/07/2004



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Mandatario Basilio Taneburgo