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28/11/2006

'La Margherita vuole Monno'

Il gruppo, con la Servodio, ha ribadito le posizioni del partito e chiuso a Cassano


Se il "congelamento" della nomina del capogruppo de La Margherita, Michele Monno, viene considerato "un atto di guerra" del sindaco di Bari, Michele Emiliano, "noi di contro non reagiamo perché vogliamo bene al sindaco e alla coalizione", sostiene il segretario cittadino del partito, Giusi Servodio. Un po' meno ne vogliono a Fabio Cassano, il consigliere comunale eletto nella lista di Emiliano, ma che oggi fa parte di quel gruppo - "Con la Margherita nell'Ulivo" - che non ha nulla a che fare con il partito e il gruppo della Margherita. Il concetto è più volte ribadito questa mattina in una conferenza stampa convocata dal capogruppo Monno e dai due consiglieri Roberto Carbone e Massimo Maiorano e alla quale ha, appunto, partecipato la Servodio.
Una conferenza stampa con la quale si intendeva fare il punto della situazione politica a distanza di poco più di una settimana, quando ci fu il tentativo di mettere insieme i due gruppi alla presenza dei vertici del partito, ma soprattutto che viene indetta per lanciare un messaggio forte e chiaro: nella Margherita non potrà mai entrare Cassano. Monno, ma anche la Servodio, hanno più volte spiegato che nel partito non può entrare chi "pretende di imporre prepotentemente la sua linea su vicende urbanistiche, come la Cittadella della Giustizia, che è totalmente l'opposto di quello che vuole non solo la Margherita, ma anche il sindaco". A Monno e alla Servodio non è, infatti, sfuggito che proprio lunedì scorso, 20 novembre, il giorno che doveva sancire l'unità dei due gruppi Cassano ha inviato un comunicato stampa dove attaccava la Servodio e il suo ordine del giorno fatto approvare alla Camera con la quale si impegna il governo in futuro a reperire fondi per l'edilizia giudiziaria di Bari. Cassano, non è un mistero per nessuno, è uno dei maggiori sostenitori del progetto Pizzarotti, mentre la Servodio dell'Arcipelago della giustizia. E' chiaro che all'interno del partito non ci possono essere vedute così diverse, così opposte, su scelte strategiche della città. Come direche essendo la posizione di Cassano minoritaria nel partito della Margherita quest'ultimo - attenendosi alle regole interne non solo del partito, ma di qualsiasi organismo - dovrebbe agire di conseguenza. Nella consapevolezza che Cassano è refrattario alle regole gli esponenti cittadini del partito di Rutelli non ritengono di poterlo accogliere nella Margherita.
Diverso è il discorso per gli altri due: il fuoriuscito Massimiliano Vitale e l'ex azzurro Nino Anaclerio. La riammissione del primo e la domandadel secondo possono essere prese in considerazione con la condizione che i due rispettino le regole, che sono quelle a cui hanno fatto riferimento tutti gli eletti della Margherita. Ma soprattutto - e questo vale in modo particolare per Anaclerio - il fatto che gli eletti della Margherita, quello che non si sono aggregati in seconda battuta, hanno la priorità nel partito. Gli altri, le new entry, devono fare la giusta gavetta politica. "Io mi auguro che Anaclerio nel 2009 possa essere il primo degli elettidella Margherita", ha detto Monno. Ma nel frattempo la Margherita è una sola: quella di Monno e della Servodio a Bari e quella degli organismi ufficiali.
"Non c'è nessuna crisi", ha ribadito la Servodio, nel senso che non ci sono due gruppi, "ma c'è un partito che a tutti i suoi livelli ha indicato Monno assessore per ristabilire, dopo le dimissioni di Francesco Boccia, e non prima, la rappresentanza in giunta della Margherita. Né tanto meno tutto questo può essere condizionato dall'unificazione dei due gruppi. Anche perché unificazione è un termine che usa il sindaco e la stampa. Qui non esistono due Margherite, ma solo la possibilità che il nostro gruppo si ampli a nuovi consiglieri. Ma questo non è un problema del sindaco. Lui ci ha chiesto un nome persostituire Boccia, il partito ha indicato Monno. Lui si attenga e lo nomini".



Barisera del  28/11/2006



StudioARTESIA © Michele Monno
Mandatario Basilio Taneburgo