Ospitiamo l'intervento di Michele Monno, assessore comunale alle Aziende partecipate e rappresentante di spicco della Margherita cittadina.
"La vittoria del 2004 del centrosinistra con il sindaco Michele Emiliano ha segnato un punto cruciale nello sviluppo del riformismo continuo e di grande ponderazione, che è il connotato principale dell'intera coalizione di centrosinistra. La grande capacità progettuale e i valori riconducibili ad una storia di centrosinistra fecero breccia nell'elettorato barese, inebriato per oltre dieci anni dalle grandi sparate del centrodestra, che si sono alfine rivelate autentici bluff quando non addirittura decisioni dannose per la città.
L'appuntamento del 2009, quando i baresi torneranno alle urne per eleggere il sindaco, si presenta con i migliori auspici, innanzi tutto per la grande novità dello scenario politico italiano, vale a dire il Partito Democratico. Sarà il completamento della proposta riformista che l'elettorato di centrosinistra ha più volte quasi imposto ai due più grandi partiti della coalizione, Ds e Margherita. E poi, a Bari potremo contare sugli importanti risultati amministrativi che già da ora, a metà del mandato, stiamo abbondantemente incassando, sia come Giunta sia come maggioranza consiliare. Certo siamo solo a metà mandato, all'inizio della raccolta dei frutti della buona amministrazione. La nostra Giunta e la nostra maggioranza hanno incassato il plauso dei cittadini sul lavoro attivato in difesa dei guasti causati dalla precedente amministrazione.
E' sufficiente citare solo alcuni esempi. L'intervento deciso sulla Fibronit, sull'operazione di bonifica e sulla destinazione a verde di quei suoli, ha portato serenità e certezze a una grande fetta di cittadini dei quartieri che si affacciano su quel concentrato di veleni.
L'abbattimento di Punta Perotti, atto doloroso ma dovuto per rispettare una sentenza giudiziaria, ha portato riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale, per il coraggio di una scelta chiara a favore dell'ambiente.
E nonvanno dimenticate le decisioni importanti dell'assessore De Caro, come il Park & Ride, che hanno portato finalmente i primi importanti benefici all'annoso problema del traffico cittadino.
La perizia, inoltre, con cui la Giunta Emiliano - insieme a tutti i cittadini baresi, in verità - ha gestito due grandi opportunità di livello internazionale, come la visita di Putin e la partita di calcio Italia-Scozia, ha fatto salire il livello di visibilità e di affidabilità dell'intera area metropolitana barese.
Ma questo ancora è niente rispetto alla capacità propositiva che, con il piano triennale delle opere pubbliche e i vari aggiustamenti della macchina amministrativa, comincia ad avere la sua vera efficacia proprio d'ora in avanti.
Che accadrà alla prossime elezioni amministrative del 2009? Michele Emiliano ha dimostrato una capacità di lavoro formidabile, da 14 ore al giorno, una conoscenza quasi al dettaglio delle situazioni che ruotano intorno a Palazzo di Città, una dedizione assoluta alla città. Non è stato l'aristocratico che cerca di regolare soltanto alcune delle grandi questioni di Bari, ha manifestato assoluta indipendenza, non è mai stato sfiorato dai conflitti di interesse. E' chiaro che non è un imprenditore, che è slegato completamente da fattori di concomitanza di interessi lobbistici industriali. In più, è una persona che, facendo questa scelta, guadagna meno di quanto avrebbe guadagnato continuando a fare il magistrato. Il suo darsi anima e corpo e il suo livello di disponibilità incredibile verso l'amministrazione, insomma, è un dato di forza per l'intera coalizione di centrosinistra".
Rispetto al 2004 c'è una differenza a nostro vantaggio: Ds e Margherita hanno fatto un proficuo percorso, innervandosi nella città e nelle sue componenti sociali e agganciandosi al trend nazionale del Partito Democratico.
Che accadrà nel 2009? In ogni competizione elettorale le liste devono inglobare tutto ciò che è stato espresso nella situazione politica pregressa, vale a dire, la ripresentazione di tutti i consiglieri di maggioranza. Ma bisogna prevedere anche un allargamento a nuove figure emergenti, sia attraverso i partiti stessi, sia attraverso liste civiche. Per me questo percorso è più semplice perché ho sempre ritenuto la Lista Emiliano come un partito di carattere cittadino. Io accordo ai partiti fino alla struttura regionale, tradizionali e non, una valenza di volontariato politico. Pertanto, ritengo non esista una differenza marcata tra struttura di partito professionalizzata e struttura di volontariato come una lista o un movimento civico".
Qualcuno si chiede oggi se Michele Emiliano sarebbe più forte come leader del Partito Democratico o come espressione della società civile, seppur con una forte lista/partito locale. Io credo siano praticabili entrambe le ipotesi. Bisogna uscire fuori dagli schematismi. Lo stesso Emiliano intrattiene rapporti ottimi con i partiti nazionali. Basta vedere una serie di eventi significativi per l'Amministrazione barese come la visita di Putin, sicuramente fruttodi una concertazione nazionale con Prodi e D'Alema. Così come anche il nuovo accordo sul nodo ferroviario non è frutto di fattori personali. I collegamenti ci sono, dunque, e sono forti. Una questione di competizione esiste nelle diverse liste come è naturale che sia. Non stiamo prevedendo un Partito Democratico di tipo bulgaro, anzi. E un partito che si deve guadagnare ancora la presenza sul campo, non è di poco conto che cominci con l'avere la maggioranza assoluta dei consiglieri comunali, 24/25 tra diesse, dielle e lista Emiliano che fanno riferimento al Partito Democratico. Sarà naturalmente impossibile presentarsi in un'unica lista, perché la storia delle elezioni locali e le nostre tradizioni ci insegnano che una sola lista non raggiungerebbe mai il51 per cento.
Un cenno infine al congressi regionale della Margherita che si è appena concluso. Il partito è sempre stato solitamente incardinato in quello che è definito il centro. Il centro non è soltanto ideologico, ma anche produttivo, lavorativo, della società civile, delle associazioni. La conferma di Fabiano Amati alla guida regionale del partito e, soprattutto, il fatto che la quasi totalità del partito è unito sull'obiettivo del Partito Democratico, favoriscono un consolidamento della strada riformista che ci porta tutti insieme, anche i sostenitori dell'altro competitore Peppino Pirro, verso l'affermazione matura e plurale di storie e valori importanti quali quelli cattolico democratici, ambientalisti e liberal democratici. A Bari, in particolare, l'unità del gruppo consiliare, a cui si aggiunge una capacità di rimpasto di tutta la lista elettorale, renderà la Margherita più forte. L'elaborazione della nuova proposta elettorale del centrosinistra parte dal lavoro costante e determinato che si sta facendo al Comune. Abbracciando l'indicazione del sindaco sulla continuità amministrativa ci siamo caricati di responsabilità politica. Ed è significato anche cogliere i valori della città di Bari, come, per esempio, una prudenza amministrativa che ha sempre contraddistinto il Comune dal 1900.
C'è un concetto che è bene ribadire. Il Comune di Bari è fondamentalmente sano. Non ci sono formazioni di crack amministrativo, occultamenti di poste di bilancio. C'è una riserva strategica ancora consistente per sostenere situazioni di difficoltà e, soprattutto, c'è un'educazione da parte dei dirigenti e dei funzionari a mantenersi nei termini della legalità. Tanto per dirne una, il vecchio segretario generale, Antonio Nasuti, è stato nominato dal sindaco direttore generale. Questo è un chiaro esempio di riconoscimento non solo alla persona, ma al modo di amministrare.
E con un Comune "sano" si può arrivare ad elaborare un programma di elevata qualità da proporre ai cittadini per i prossimi anni. Già oggi ci sono queste determinazioni, se andiamo a veder assessorato per assessorato che cosa è stato fatto dai miei colleghi. Ci siamo, tutti noi della Giunta, fatti carico della continuità amministrativa, ed è quindi stato questo l'asse su cui poi siamo cresciuti prendendoci in carico la situazione pregressa e innovando e riformando continuamente. Abbiamo lavorato e lavoreremo, con Emiliano in testa, per una città che fonda sui piccoli passi e sulle soluzioni concrete un riformismo possibile, in sintonia con lo spiritolevantino che non è quello delle vele spiegate verso gli oceani, ma quello della navigazione attenta lungo la costa, come abbiamo appreso dallo storico Fernand Braudel nei suoi studi della civiltà mediterranea.
Michele Monno
Barisera del 02/04/2007