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23/09/2005

'Costruiamo case e i baresi torneranno'

Per Michele Monno è stato l'alto prezzo degli immobili a spingere i cittadini verso i Comuni vicini
 


BARI - "Magari potessi tornare ad abitare in centro, in via Quintino Sella, dove sono nato. Ma è impossibile, almeno oggi, realizzare lì quegli standard qualitativi indispensabili, come i parcheggi interrati, il verde o le strade percorribili".
Michele Monno, capogruppo della Margherita in Consiglio comunale, ricorda quasi con nostalgia gli anni passati, quando le case del centro erano piene di gente. Prima che, a partire dal 1980, decine di mi-gliaia di baresi decidessero di andare a vivere nei comuni limitrofi, avviando quel calo della popolazione che ha portato Bari dagli oltre 380mila abitanti di un tempo, agli attuali 320mila.
A parere di Monno è stata soprattutto la mancanza di abitazioni adeguate e gli altissimi prezzi delle poche case disponibili che ha allontanato i cittadini. "Se i baresi sono andati a vivere a Cellamare, a Valenzano o a Capurso - dice citando alcuni dei comuni limitrofi -- non è stato certo per la migliore qualità della vita di quei centri ma perché solo lì si trovavano immobili adeguati e a costi inferiori". Per questo è necessario costruire più case a Bari e di qualità. E i cittadini torneranno.
"La grande fuga dei baresi è stata causata dal blocco edificatorio che si è avuto negli ultimi 30 anni", dice il rappresentante della Margherita, spiegando che - "una componente aristocratica ha unito i suoi interessi con una componente radicale per bloccare la crescita della città e cominciare l'espulsione di 55mila cittadini". E non è vero che ci sono tante case vuote o invendute nel centro di Bari perché altrimenti i prezzi sarebbero scesi da tempo.
Per questo Monno non condivide le tesi espresse ieri su Barisera dal presidente di Città plurale Nicola Martinelli, che ha paventato il rischio che ora si costruisca senza limiti. Innanzitutto, "anche dopo la scadenza del 3° Ppa resta il vincolo del Piano regolatore generale". Al momento attuale Bari ha 110mila abitazioni. Il massimo previsto dal Prg Quaroni è di 140mila abitazioni, quindi solo 30mila in più delle attuali.
Va tenuto conto che agli standard odierni (negli stessi metri quadri vivono assai meno persone di un tempo) queste 30 mila case possono ospitare al massimo 80mila persone. "E in ogni caso - chiarisce Monno - ci vorranno almeno 10 anni per costruire tutte queste abitazioni, ammesso che in questo decennio i proprietari dei suoli delle singole maglie trovino l'accordo".
Bari arriverebbe quindi a poter ospitare al massimo 400mila abitanti, un dato che al capogruppo della Margherita appare realistico rispetto ai 450mila di cui si è parlato, frutto di una valutazione chiaramente eccessiva. 

n.m.
 

Barisera del 23/09/2005


 



StudioARTESIA © Michele Monno
Mandatario Basilio Taneburgo