Il consigliere comunale Michele Monno parla del futuro delle tre ex municipalizzate
BARI – “Sulle tre ex municipalizzate -Amiu, Amgas, e Amtab- siamo in una situazione di default, come è possibile parlare di privatizzazione?”.
Quelle che dovevano essere tre fiori all’occhiello del patrimonio dell’amministrazione comunale stanno diventando spine nel fianco. Se è vero, come è vero che tutto quanto gravita intorno alla questione dei rifiuti solidi urbani è di difficile gestione è pur vero che “qualcosa va fatto”, come lo stesso Michele Monno consigliere comunale de La Margherita afferma.
“Non siamo stati messi nella posizione di capire l’attuale situazione delle tre ex municipalizzate, come si può quindi parlare di riorganizzazione o di ristrutturazione aziendale” continua Monno “conoscere i dati, compararli con quelli di altri Comuni su scala nazionale. Valutare le entrate, la redditività, la produttività è il primo terreno della ricognizione”.
La privatizzazione di per sé non è un valore. Valore è la funzionalità di un’azienda, la sua efficienza, la capacità quindi di portare benefici alla collettività” spiega Monno, che si spinge oltre le dichiarazioni dell’assessore al bilancio, Francesco Boccia sulla possibilità di privatizzarle, e afferma che laddove non dovesse essere possibile una loro riorganizzazione il Comune dovrebbe decidere di cambiare gestore.
“Non ci si può far carico della pubblicizzazione dei servizi, l’amministrazione comunale ha uno specifico dovere nei confronti dei cittadini e questo comporta il dover cercare la strada migliore per offrire loro un servizio efficiente, economico e che non gravi inutilmente sulle casse pubbliche”. Di fronte a quello che potrebbe essere un cambiamento radicale, almeno per la città di Bari, Monno individua nella scelta dei tre consigli di amministrazione un limite alla possibilità di analizzare correttamente la situazione e decidere poi per il meglio.
Chiama in causa Salvatore Antonio Madaro (presidente dell’Amgas), Giuseppe Savino (presidente dell’Amiu) e Savino Lasorsa (presidente dell’Amtab) che gli appaiono più che altro “scelte politiche”, ma ai quali “bisogna dare il tempo di studiare la situazione e decidere sul da farsi”.
Stabilisce un tempo equo per fare il punto della situazione: tre mesi, dopo i quali sarà “impensabile procrastinare l’attuale stato di Amiu, Amtab e Amgas. Non si possono distogliere 10 milioni di euro da altre voci di bilancio e destinarle alle tre ex municipalizzate ancora una volta”.
Di fronte alla possibilità, paventata da Savino, di costituire una public company, Monno appare dubbioso “la prudenza sconsiglia di adottare un provvedimento del genere. Cosa succederebbe se una volta costituita, la public company dovesse versare in condizioni di crisi? La parcellizzazione delle azioni farebbe ricadere sui cittadini (azionisti) il rischio”.
Barbara Facchini
Barisera del 01/02/2005