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23/09/2005

Ristrutturare si può ma occorre coraggio


BARI - Riqualificazione dei vecchi quartieri di Bari: tra il dire e il fare, c'è di mezzo il mare.
Michele Monno, capogruppo della Margherita in Consiglio comunale, non nasconde il suo scetticismo nel sentire "troppa gente che propone di ristrutturare gli immobili degradati di Bari senza rendersi conto delle difficoltà oggettive". Innanzitutto "c'è un problema di costi, perché gli attuali proprietari chiedono troppi soldi a metro quadro per cui, sommando la spesa necessaria a rimettere in sesto la casa, si arriva a cifre folli".
Ma c'è anche un problema oggettivo. Per fare un buon lavoro occorre che gli immobili siano completamente vuoti. Sicchè sorge un problema serio: dove sistemare migliaia di inquilini quando già oggi c'è una grande penuria di case?
A parere di Monno il Comune dovrebbe ragionare in grande. "Prendiamo ad esempio il quartiere Libertà - dice - che presenta ampie zone di degrado. Si potrebbero demolire interi isolati, ricostruendoli poi in maniera da garantire servizi, parcheggi e il verde che manca. Ma nella situazione attuale resta un sogno".
Dobbiamo quindi rassegnarci a costruire nelle nuove zone di espansione vedendo il centro storico che lentamente muore?
A parere di Monno occorrerebbe molto coraggio da parte degli amministratori comunali. Innanzitutto il Comune "potrebbe dichiarare inagibili dal punto di vista sanitario gli immobili degradati, in modo da favorire la loro ristrutturazione".
Poi occorre dare degli incentivi ai proprietari che decidono, appunto, di rinnovare totalmente i vecchi immobili o in certi casi di demolirli del tutto, ti ricostruendoli. Ad esempio, dice Monno - "si potrebbe esentare dall'Ici il proprietario, dal momento in cui presenta al Comune domanda di ristrutturazione sino a quando effettivamente saranno pronti i nuovi immobili".
Auspicabile anche la riduzione degli oneri di urbanizzazione e di costruzione.
"Ma in ogni caso - conclude il capogruppo della Margherita - le case nuove nelle zone di espansione vanno fatte, perché altrimenti non si saprebbe dove trasferire la gente espulsa dai fabbricati in ristrutturazione.
E' solo un sogno? Difficile dirlo. "Se non sarà l'uomo a decidere - chiarisce Monno - lo farà il tempo: di questo passo tra 40 anni tutto il Libertà sarà inagibile".
Ma chissà se allora saremo ancora tutti vivi.
 

(n.m.)
Barisera del 23/09/2005



StudioARTESIA © Michele Monno
Mandatario Basilio Taneburgo