“Ha vinto Nichi Vendola, ma ha vinto soprattutto il metodo, le primarie”.
Nonostante il suo candidato fosse Francesco Boccia, il capogruppo della Margherita al Comune di Bari, Michele Monno, questa mattina plaude al metodo e auspica che lo stesso venga usato in futuro anche nelle prossime competizioni elettori.
“Intanto va detto che la scelta delle primarie è stata fatta per venir fuori da una situazione d’empasse all’interno del centrosinistra”, afferma Monno, “quindi partono da un fatto positivo, ovvero trovare una mediazione fra le posizioni di Prodi e quelle di Bertinotti. Del resto se davvero si vuole l’unità di tutto il centrosinistra qualche prezzo a Rifondazione si dovrà pur pagarlo. Ma il fatto stesso che lo stesso Rifondazione si impegni in competizioni di tipo Amministrativo costituisce a sua volta un impegno per tutto il centrosinistra”.
Il successo vero, però, per Monno è la straordinaria partecipazione popolare (80mila votanti). “Questo significa che bisogna ora rafforzare il sistema. Fermo restando”, continua il capogruppo al Comune della Margherita, “che la regola di ‘una testa un voto’ bisognerà fare in modo che in futuro davvero le primarie diventino una forma di democrazia compiuta. Cominciamo ad adottare questo metodo fin dalle prossime Politiche, scegliamo i candidati nei collegi con le primarie. Non facciamo che ora siamo messe in soffitta e utilizzate per convenienza. Insomma, facciamole diventare un modello valido per sempre, coinvolgendo sempre la base del centrosinistra”.
Un’affermazione che dimostra quanto Monno non sia sorpreso del risultato. “No, certo che sono sorpreso del risultato”, ribatte, “ma lo devi mettere in conto quando c’è un confronto tra base militante e i partiti. Nessun sondaggio avrebbe potuto alla vigilia darci un’indicazione, perché coloro che hanno votato per Vendola non sono un campione rappresentativo, ma una base militante, appunto. Certo noi puntavano su Boccia perché ritenevano che avesse delle spiccate qualità amministrative. E’ indubbio che quelle di Vendola sono maggiormente politiche. Però, non è detto che Vendola possa sorprenderci anche sotto questo aspetto e rilevarsi un buon amministratore. Anche se ho la sensazione”, conclude Monno, “che l’elettorato che sceglierà fra Vendola e Raffaele Fitto non farà delle valutazioni sulle capacità o meno di Vendola di essere uomo di governo, quanto sceglierà di voltare pagina, di votare contro Fitto. L’elettore pugliese il prossimo aprile darà un giudizio sui dieci anni di governo di Fitto, gli ultimi cinque da presidenti i precedenti da vice presidente e assessore”.
Si dicono scettici, invece, delle primarie i Comunisti italiani. Il segretario e capogruppo regionale, Giovanni Valente, infatti, sostiene: “Pur ribadendo lo scetticismo del partito nei confronti dello strumento delle primarie, "ennesima delega, e non forma attiva, di un nuovo protagonismo politico esprimiamo soddisfazione per la candidatura a presidente della Regione Puglia di Nichi Vendola, uomo della sinistra, di una sinistra che sa intercettare nuovi bisogni, continuando a contrastare vecchi privilegi".
mt d’a
Barisera del 17/01/2005