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10/04/2009

IL VOLONTARIATO BARESE E' IMPREPARATO AD AFFRONTARE LE CALAMITA' NATURALI

Nota di Michele Monno sul ruolo dei volontari per la prima emergenza.
I drammatici eventi come il disastroso terremoto dell’Abruzzo mettono in subbuglio le coscienze di tutti noi. Nel contempo mettono a nudo il senso di inutilità individuale e, soprattutto, tolgono la maschera alla grande retorica del volontariato. La nuova militanza su Facebook, l’incessante uso della tastiera in tempo reale, l’encomiabile sforzo di captare frammenti di informazione operativa per moltiplicarla in rete, sembrano solo confessioni di impotenza. In verità, il modello di volontariato che è cresciuto e che – scriviamolo senza falso pudore – va di moda negli ultimi anni si rivela vuoto di operatività. Pregno solo della smania di apparire e ben nutrito dalla politica.


I drammatici eventi come il disastroso terremoto dell’Abruzzo mettono in subbuglio le coscienze di tutti noi. Nel contempo mettono a nudo il senso di inutilità individuale e, soprattutto, tolgono la maschera alla grande retorica del volontariato. La nuova militanza su Facebook, l’incessante uso della tastiera in tempo reale, l’encomiabile sforzo di captare frammenti di informazione operativa per moltiplicarla in rete, sembrano solo confessioni di impotenza. In verità, il modello di volontariato che è cresciuto e che – scriviamolo senza falso pudore – va di moda negli ultimi anni si rivela vuoto di operatività. Pregno solo della smania di apparire e ben nutrito dalla politica.
Le zone colpite dal terremoto hanno bisogno di nuclei operativi attrezzati con cucine da campo, medici, ospedali da campo, generatori e cellule fotoelettriche, tecnici specializzati. Strumentazioni ed attività tutte bisognose di esperienza e formazione reale. Solo così si può essere effettivamente pronti per la partenza verso zone colpite da calamità naturali. Tutto questo il mondo del volontariato barese, non essendo stato in grado di attuarlo, non è in grado di proporlo. Anni di chiacchiere e contributi pubblici hanno prodotto solo salotti e convegni. E oggi, in presenza del disastro, quelli pronti a partire restano i vigili del fuoco, i nuclei attrezzati della Protezione Civile e le organizzazioni di volontariato moderne ed efficienti di alcune regioni del nord Italia e dell’Europa continentale.



StudioARTESIA © Michele Monno
Mandatario Basilio Taneburgo