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15/04/2009
NOTA REFERENDUM AUTONOMIA EX FRAZIONI DI BARIDomenica 19 aprile i residenti delle circoscrizioni di Palese Santo Spirito e Carbonara, Ceglie, Loseto voteranno sui referendum richiesti dai locali Comitati per l’Autonomia. Si tratta di un referendum consultivo, ma, di certo, il responso popolare non potrà essere ignorato con facilità dal mondo della politica. Con l’eventuale vittoria del Si non si avranno automaticamente i comuni autonomi al posto delle attuali circoscrizioni. Ci vorranno molti anni – e probabilmente una gran mole di contenzioso – prima che la Regione possa decretare l’autonomia amministrativa. E poi c’è da tener presente che nei prossimi cinque anni gli organi amministrativi del Comune e della Provincia di Bari saranno impegnati all’attuazione della legge sull’istituzione della Città Metropolitana. Una sorta di fusione amministrativa tra alcune ripartizioni del Comune di Bari e la Provincia, che richiederà molto lavoro di mediazione e negoziazione. La Città Metropolitana porterà una dose più importante di decentramento e di autonomia con l’istituzione, per legge, dei Municipi in sostituzione delle attuali circoscrizioni. Domenica 19 aprile i residenti delle circoscrizioni di Palese Santo Spirito e Carbonara, Ceglie, Loseto voteranno sui referendum richiesti dai locali Comitati per l’Autonomia. Si tratta di un referendum consultivo, ma, di certo, il responso popolare non potrà essere ignorato con facilità dal mondo della politica. Con l’eventuale vittoria del Si non si avranno automaticamente i comuni autonomi al posto delle attuali circoscrizioni. Ci vorranno molti anni – e probabilmente una gran mole di contenzioso – prima che la Regione possa decretare l’autonomia amministrativa. E poi c’è da tener presente che nei prossimi cinque anni gli organi amministrativi del Comune e della Provincia di Bari saranno impegnati all’attuazione della legge sull’istituzione della Città Metropolitana. Una sorta di fusione amministrativa tra alcune ripartizioni del Comune di Bari e la Provincia, che richiederà molto lavoro di mediazione e negoziazione. La Città Metropolitana porterà una dose più importante di decentramento e di autonomia con l’istituzione, per legge, dei Municipi in sostituzione delle attuali circoscrizioni. L’occasione del referendum, però, ci permette di affrontare in profondità le problematiche del decentramento e dell’autonomia. Le continue emergenze ereditate da anni di governo poco trasparente del Palazzo di Città hanno offuscato gli obiettivi – ben enunciati nel programma elettorale del centrosinistra - del decentramento reale delle circoscrizioni. Certo, non va taciuta la costante attenzione che la Giunta ha messo in campo per i problemi delle periferie, ma quelle pulsioni di autonomia e quelle sensazioni di lontananza dal palazzo del potere emergenti tra i cittadini dei quartieri più tradizionalmente “autonomi”, sono rimaste ancora vive.
L’istituzione della Città Metropolitana ci aiuterà nella realizzazione di quelle azioni di decentramento che faranno sentire meno soli i cittadini dei quartieri lontani. Con i futuri Municipi di deve innanzitutto superare il problema delle risorse umane, il più grande ostacolo sul quale si sono misurate – e non sono riuscite a superarlo – le amministrazioni. Il personale, infatti, resta la nota dolente della gestione delle attuali circoscrizioni. Blocchi e rigidità burocratiche, ma anche sindacali, hanno continuato a perpetuare la litania del “non c’è personale”. Eppure le circoscrizioni hanno una regolare configurazione per quanto riguarda la dirigenza di fascia alta, vale a dire sono delle vere e proprie Ripartizioni con tutti i poteri delle altre. La soluzione al problema “personale” non potrà che interessare direttamente i concorsi indetti dal Comune a livello centrale. Bisognerà riservare per concorso, infatti, le unità lavorative da destinare ai futuri municipi. Solo così si potrà organizzare la gestione completa del territorio (strade, marciapiedi, giardini, scuole, illuminazione pubblica, ecc). Per fare la manutenzione diretta, il nuovo municipio si deve dotare di stazioni appaltanti in proprio e, quindi, di personale tecnico ed amministrativo che sia in grado di gestire in tutte le loro fasi (indizione, assegnazione, affidamento lavori e controllo) gare d’appalto fino a 200mila euro, almeno. |
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| StudioARTESIA | © Michele Monno Mandatario Basilio Taneburgo |