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Ilaria Rizzo SERVIZI PUBBLICI LOCALI E AFFIDAMENTO IN HOUSE Dike Giuridica Editrice, Roma 2010

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Prefazione

Il riassetto continuo della materia dei servizi pubblici locali, dovuto anche al susseguirsi delle leggi finanziarie, si ripercuote negativamente sulla stabilità delle aziende pubbliche e sugli operatori, in specie gli enti locali. Il punto di criticità pare essere costituito dalla scarsa attenzione del legislatore sui contenuti dei contratti di servizio e sul tema dei controlli, che, nella pratica, costituiscono l’unico strumento atto a garantire efficacia ed efficienza. Questo libro segue, con puntualità le trasformazioni legislative in corso e le problematiche inerenti all’applicazione operativa, al fine di fornire quelle indicazioni utili a superare la necessaria fase di sintesi tra emanazione della norma ed attuazione della stessa, che spesso va a snodarsi attraverso tortuosi passaggi.

L’attuale legislazione, al di là delle interpretazioni, non esaurisce per niente le problematiche operative, anzi, sembra addirittura prepararsi a nuovi ulteriori interventi. Forte è la percezione di un senso di sperimentazione, di continui aggiustamenti necessari, in assenza di una filosofia di insieme. Rileva poi l’evoluzione storica della titolarità delle aziende nella formula pubblico-privato, questione che è stata foriera di grandi conflitti in Europa e non è ancora definitivamente risolta, nemmeno per aziende italiane della dimensione internazionale di ENI ENEL e Finmeccanica, che rimangono, sostanzialmente, nell’alveo statale di controllo e di gestione, finora con ottimi risultati. A mio giudizio, non bisogna creare conflitti di responsabilità e di gestione operativa nelle aziende, le formule miste possono essere solo provvisorie, la proprietà non va enfatizzata sia nel senso della “sacralità” della proprietà pubblica sia nella “taumaturgia” dell’impresa privata, il giudizio sulla bontà di un’azienda di servizi pubblici va ricercato con altri parametri : il gradimento degli utenti e la qualità dei servizi, la economicità di gestione, la motivazione del personale. Dubito, poi, personalmente, di una buona riuscita di una gestione mista, quale è quella espressamente prevista dalla L. n. 166 del 20 novembre 2009, la cui previsione della specificazione dei compiti operativi del socio privato non esaurisce tutte le problematiche, in specie quelle afferenti le responsabilità. La congruità dei costi è un aspetto fondamentale nell’affidamento dei servizi. Sarebbe aberrante pensare ancora alla logica che l’Ente Pubblico possa supplire ad eventuali deficit aziendali con gravami a pié di lista e per più non programmati.

L’ombra lunga del dissesto di Taranto e poi di altri comuni, è ancora presente nella mente dei nostri legislatori. Le predette considerazioni suggeriscono, a fortiori, la necessità che le pp.aa. si dotino di idonei contratti di servizio avvalendosi, nella redazione dei capitolati tecnici, dell’apporto di ingegneri gestionali che possano offrire elementi realistici, quali una esatta quantificazione del costo-orario del lavoro e dei costi di gestione, verificando sia i contratti nazionali di lavoro sia la media comparata del settore. Un buon contratto di servizio, infatti, è sinonimo di riuscita per le società partecipate, non solo nella gestione in house ma anche nella eventuale partecipazione a gare ad evidenza pubblica, trovandosi già ad operare alla stregua di corretti ed onesti criteri di gestione. Sarà, poi, interessante, alla stregua del novello quadro normativo, verificare, per le aziende private, l’appetibilità del servizio di trasporto pubblico locale, storicamente deficitario sul piano nazionale e soggetto all’egida regionale, trattandosi di finanza derivata, nonché verificare se le dotazioni privatistiche in termini di know how, saranno sufficienti a rendere produttivi gli investimenti ed efficace la gestione del servizio. Il vero tallone di Achille delle pubbliche amministrazioni è nella capacità e nella possibilità di esercitare sistemi di controllo sull’effettiva prestazione dei servizi e garantire il rispetto dei contratti di servizio. La stessa congruità dei costi non ha efficacia se non si misura con la effettiva prestazione del servizio, per i lavoratori assunti e specificamente dedicati, per la qualità del materiale fornita e, in generale, per il rispetto degli standard di qualità. In questo quadro è impensabile che aziende appaltatrici di servizi possano avere utili lordi superiori al 20% del fatturato o ci possano essere ribassi d’asta al 30% se non in un quadro normativo di assenza di controlli o per aver erroneamente indicato i valori posti a base d’asta. Ed ecco, quindi, che in situazioni di difficoltà di sistemi e di personale, anche sotto il profilo dei controlli, è inevitabile che a parità di prezzo sia meglio una gestione in house, da espletarsi con il controllo pubblico e tramite un sistema di bilanci preventivi e controlli di gestione, che garantiscano il controllo analogo, come viene brillantemente esposto dall’Autrice in questa pubblicazione.

E’, infine, da pensare che se diventa di moda il riferimento linguistico inglese in house é perché negli Stati Uniti ed anche in Europa sono ritornate in auge le società pubbliche per alcuni servizi locali con formule organizzative davvero interessanti. Una riflessione sui sistemi di controllo è più coinvolgente per il nostro futuro, che non il dibattito sul sistema pubblico-privato di proprietà, per effettuare gare e forniture pubbliche. Sarebbe auspicabile che l’attenzione del legislatore e della Pubblica Amministrazione che l’attenzione fosse incentrata, in particolare, sulla disciplina e l’attuazione di piani operativi con l’indicazione delle piante organiche necessarie, al fine di individuare fabbisogno reale o eccessi di personale, anche in rapporto alle nuove mansioni dei contratti di servizio. Come sono necessarie le assunzioni, così vanno indicate le posizioni eccedenti e fuori ruolo, per avviare la mobilità del personale e, soprattutto, per non rimettere a concorso, ruoli del tutto inutili, come avviene in quegli enti il cui esubero di personale amministrativo e ausiliario, appare il frutto di trasferimenti interni. Anche in un quadro normativo severo, assunzioni e politiche del personale diventano il vero core business di amministratori aziendali espressione, comunque, del potere politico. Per chi ha a cuore l’interesse pubblico, questo libro rappresenta un faro di orientamento.

Prof. Dott. Michele Monno, Consigliere della Provincia di Bari, già Assessore

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