Gruppo Editoriale 
Valdemaro Vecchi 
MASSERIA CAGGIANO
ARCHITETTURA
 

 

LA STRUTTURA ARCHITETTONICA

L’imponente struttura è costituita da diversi corpi di fabbrica che si sono aggregati nel corso del tempo.
La parte più antica, risalente al XV secolo, è la torre centrale, fortificata; essa è ancora riconoscibile dal tipo di muratura, dall’andamento sinusoidale delle pareti nei punti di unione con le successive costruzioni, e dalle due vistose caditoie in direzione degli ingressi, che in origine erano raggiungibili solo attraverso un ponte levatoio, successivamente sostituito da ponte fisso in muratura.

Nel XVII secolo la masseria fu ampliata con l’aggiunta di altre costruzioni sui fianchi della torre che allargavano gli ambienti residenziali interni, e un secolo più tardi fu realizzato un loggiato verso il mare, al terzo piano.

Il loggiato era costituito da tre aperture a tutto sesto sui latilunghi dell’edificio (successivamente su entrambi i lati ne è stata tompagnata una) e da due sul fianco est; questo loggiato aveva la duplice funzione di luogo di riposo dove si poteva godere la brezza marina, e di punto di avvistamento, data l’altezza e l’ottimo punto di osservazione.

Ai lati del cortile sorgono altri corpi di fabbrica adibiti a depositi, abitazioni dei contadini, stalle. Attraverso un'apertura posta a sinistra rispetto alla principale struttura «a torre fortificata» si accede al grande ambiente semi ipogeo in cui fino alla fine del XIX secolo le preziose olive venivano trasformate in olio.
Il frantoio presenta ancora botole e piccoli ambienti laterali probabilmente adibiti a cisterne, vasche e depositi per le olive, oltre ad un enorme camino, la cui alta canna è visibile sul retro dell’edificio.
Interessanti sono alcuni arredi superstiti: una vasca con macine e un torchio ligneo su cui è incisa la data «1880»; vi è poi un'incisione con la data 1680 in uno degli ambienti laterali, a riprova della datazione di questa parte produttiva della masseria.

Sul lato sud est, a ridosso del muro di cinta nei pressi del portale principale, sorge la cappella dedicata a San Girolamo; attribuibile al XVII secolo, essa è un ambiente a base rettangolare voltato a botte ormai privo degli antichi arredi, tra cui si ricorda una acquasantiera decorata a grani di rosario, un altare settecentesco e una grande tela.

Questa cappella (come accade spesso nelle masserie) è provvista di due ingressi: uno dall’esterno della recinzione, per il culto dei contadini della zona, uno dall’interno del cortile della masseria per il culto dei proprietari.
L’ingresso dall’esterno è accessibile attraverso tre gradini e si presenta con apertura semplicemente architravata, sormontata da timpano triangolare con al centro un oculo; il timpano interrompe il cordolo bombato che corona il muro di cinta della masseria. L’ingresso interno, anch’esso anticipato da tre gradini, sembra più semplice.

Osservando meglio si nota invece una particolare decorazione a bassorilievo sull’apertura, decentrata rispetto ad essa: si tratta di una immagine di soggetto sacro, che rappresenta San Girolamo in preghiera circondato dagli attributi soliti della iconografia che lo riguarda (il libro, il teschio, il crocifisso, la fiera ammansita).

La ricercata formella è per noi indicativa riguardo lo “status” sociale e la raffinatezza della famiglia che la commissionò, probabilmente nel corso del XVII secolo.

Il cortile è chiuso verso l’esterno da uno spesso muro di cinta con camminamento di ronda solo sul lato sud est; il portale di ingresso presenta arco a tutto sesto a doppia ghiera.

La masseria è sottoposta a vincolo con D.M. del 29/03/88.

  
  
Michele Monno © 2009 - Tutti i diritti riservati
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