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Gruppo Editoriale Valdemaro Vecchi |
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LA STRUTTURA ARCHITETTONICA
Due pilastri bugnati
inquadrano la finestra principale creando un avancorpo che distaccandosi
leggermente dal fabbricato diviene fulcro visivo della facciata. Detta
finestra è provvista di architrave
e stipiti aggettanti, gocciolatoio
modanato a timpano triangolare,
lunetta in
asse sporgente dal cornicione del terrazzo. Questi due locali laterali creano continuità con il resto della residenza, rendendone più articolati i volumi; essi infatti verso l’interno si congiungono con i muri d’ambito, mentre verso l’esterno proseguono il muro di cinta con pilastri bugnati ai lati dei portali, che riprendendo i pilastri dell’ingresso scandiscono ritmicamente la facciata. I due portali dei vani laterali sono architravati
con gocciolatoio
sporgente su cui si impostavano epigrafi commemorative ormai non più
leggibili; una citava: «GAETANO FAVIA VERNAZZA / DUCA DI CASTRI
/ QUESTA VILLA RESTAURÒ / L’ANNO 1882». Su un’altra
iscrizione posta dallo stesso committente si leggeva invece: «A
S. ANNA PER DIVOZIONE / DEL DUCA G.NO FAVIA VERNAZZA», elemento
che permette di conoscere la dedicazione della cappella alla Santa. Su questo lato, dove manca il porticato, le finestre del primo piano sono sei, decorate in modi diversi, ma sempre poste simmetricamente fra loro: le due più esterne riprendono il motivo delle arcate a tutto sesto dei lati contigui, per non interrompere bruscamente il passaggio stilistico, e sono inquadrate entro una leggera mostra rettangolare; verso l’interno seguono poi due finestre architravate con gocciolatoio modanato; quindi le ultime due finestre, centrate rispetto alla parete e leggermente più alte rispetto alle precedenti, sono dotate di decorazione mistilinea verso l’alto. Esse si aprono a balcone sul solaio di un volume sporgente nel cortile, costituito da due larghi vani gemelli con volta a botte ribassata che poggiano su spessi pilastri, quasi una sorta di pronao verso gli ambienti sotterranei dove era la zona produttiva; esternamente gli archi risultano modanati, con chiave decorata a motivo vegetale. Probabilmente questo ambiente sporgente e la decorazione mistilinea
dei balconi soprastanti sono successivi rispetto all’impianto
generale della residenza, come sembra suggerire il diverso tipo di conci
di tufo. Altri due accessi ad
arco ribassato al piano terra aprono gli ambienti di lavoro
verso il lato nord del cortile. La masseria con trappeto Dottula è vincolata con D.M. del 23/11/81. |
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