Gruppo Editoriale 
Valdemaro Vecchi 
MASSERIA DOTTULA
ARCHITETTURA
 

 

LA STRUTTURA ARCHITETTONICA

Il termine masseria in questo caso risulta essere improprio, in quanto l’edificio è in realtà una residenza suburbana con annesso frantoio.
Essa possiede il ritmo bilanciato delle residenze settecentesche, dotate di delicate simmetrie che ruotano intorno ad un blocco centrale.
Il corpo principale si sviluppa come un grande parallelepipedo, reso meno serrato da arcate continue che corrono intorno a tre lati del primo piano, creando un effetto di porticato esterno all’edificio, avente volte a botte unghiata.
Le pareti di questi tre lati sono inoltre ingentilite da sapienti giochi di lesene che decorano gli spazi fra le diverse arcate. Le aperture del porticato, sui fianchi nord e sud (dove oggi passa il cavalcavia) sono otto, tutte ad arco a tutto sesto.
Sul prospetto principale (nord ovest) invece, le otto arcate del portico si dividono simmetricamente in quattro per parte per dare spazio nel centro alla finestra principale; delle otto arcate, le due più esterne risultano essere molto più strette e con archi a sesto acuto, probabile citazione “revival” dello stile gotico.

Due pilastri bugnati inquadrano la finestra principale creando un avancorpo che distaccandosi leggermente dal fabbricato diviene fulcro visivo della facciata. Detta finestra è provvista di architrave e stipiti aggettanti, gocciolatoio modanato a timpano triangolare, lunetta in asse sporgente dal cornicione del terrazzo.
Il portale principale è posto in direzione della grande finestra decorata appena descritta, incorniciato da due pilastri bugnati; ai lati, due corpi di fabbrica a base rettangolare ad un unico livello sporgono verso l’interno: essi creano uno spazio scenografico che funge da diaframma tra il portale e l’edificio, funzionale anche ad accogliere le due rampe parallele della scalinata che conduce direttamente al piano nobile.

Questi due locali laterali creano continuità con il resto della residenza, rendendone più articolati i volumi; essi infatti verso l’interno si congiungono con i muri d’ambito, mentre verso l’esterno proseguono il muro di cinta con pilastri bugnati ai lati dei portali, che riprendendo i pilastri dell’ingresso scandiscono ritmicamente la facciata.

I due portali dei vani laterali sono architravati con gocciolatoio sporgente su cui si impostavano epigrafi commemorative ormai non più leggibili; una citava: «GAETANO FAVIA VERNAZZA / DUCA DI CASTRI / QUESTA VILLA RESTAURÒ / L’ANNO 1882». Su un’altra iscrizione posta dallo stesso committente si leggeva invece: «A S. ANNA PER DIVOZIONE / DEL DUCA G.NO FAVIA VERNAZZA», elemento che permette di conoscere la dedicazione della cappella alla Santa.
Il quarto lato della costruzione, opposto a quello principale e orientato quindi a sud est, risulta differente dagli altri per la diversa destinazione d’uso.

Su questo lato, dove manca il porticato, le finestre del primo piano sono sei, decorate in modi diversi, ma sempre poste simmetricamente fra loro: le due più esterne riprendono il motivo delle arcate a tutto sesto dei lati contigui, per non interrompere bruscamente il passaggio stilistico, e sono inquadrate entro una leggera mostra rettangolare; verso l’interno seguono poi due finestre architravate con gocciolatoio modanato; quindi le ultime due finestre, centrate rispetto alla parete e leggermente più alte rispetto alle precedenti, sono dotate di decorazione mistilinea verso l’alto.

Esse si aprono a balcone sul solaio di un volume sporgente nel cortile, costituito da due larghi vani gemelli con volta a botte ribassata che poggiano su spessi pilastri, quasi una sorta di pronao verso gli ambienti sotterranei dove era la zona produttiva; esternamente gli archi risultano modanati, con chiave decorata a motivo vegetale.

Probabilmente questo ambiente sporgente e la decorazione mistilinea dei balconi soprastanti sono successivi rispetto all’impianto generale della residenza, come sembra suggerire il diverso tipo di conci di tufo. Altri due accessi ad arco ribassato al piano terra aprono gli ambienti di lavoro verso il lato nord del cortile.
Il piano residenziale è separato dal piano terra attraverso una cornice marcapiano aggettante, che funge anche da balaustra del porticato. Ad esso fa da pendant il cornicione del terrazzo, anche aggettante, su cui si notano in alcuni punti frammenti di muratura a guisa di parapetto con colombaie.

La masseria con trappeto Dottula è vincolata con D.M. del 23/11/81.

  
  
Michele Monno © 2009 - Tutti i diritti riservati
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