Gruppo Editoriale 
Valdemaro Vecchi 
MASSERIA DUE TORRI O MADIA DIANA
ARCHITETTURA
 

 

LA STRUTTURA ARCHITETTONICA


Il grande complesso edilizio è frutto di sovrapposizioni architettoniche prodotte in epoche diverse.

L'elemento più antico, e più importante ai fini di una ricostruzione storica, è la snella torre medievale a base quadrata (XIII secolo) che svetta verso l'alto, e fa parte di quel complesso di torri di avvistamento poste all'interno rispetto alle coste, per la difesa dei villaggi (come la torre della masseria Torre la Monaca, e quella della chiesa della Madonna della Grotta, entrambe sullo stesso asse rettilineo della nostra).

Essa, fornita di una stretta feritoia e di monofore tompagnate sul lato che affaccia nel cortile interno, fu realizzata a guardia dell'antico casale di Lucignano, che sorgeva nei suoi pressi.

L'estremità superiore (probabilmente in origine dotata di merlature) crollata in epoca non documentata, fu sostituita da un muretto in cui trovano posto file di colombaie.

Adiacente alla torre si nota un volume a base quadrata con una piccola cupola che sporge: si tratta della chiesetta medievale dedicata a S. Felice, più volte rimaneggiata nelle decorazioni a stucco e ad affresco all'interno.
La disposizione della cupola al centro della unica navata, e le nicchie laterali rispetto all'altare, ricordano per tipologia costruttiva la vicina chiesa di S. Giorgio, anche se con una struttura molto più semplice. Elemento di raffinata decorazione è la bifora lobata che dona luce al locale dall'interno del cortile sud.


La chiesa, orientata, presenta l'ingresso principale inglobato nel volume della torre; un secondo ingresso è posto lateralmente, sul lato nord. La torre e la chiesa annessa sono realizzate con conci calcarei squadrati.
Alla costruzione medievale si aggiunsero poi altri edifici da lavoro e residenziali realizzati con conci di tufo, che insistevano su un grande ipogeo preesistente, le cui dimensioni odierne (circa 700 metri quadrati) rispecchiano solo in parte l'estensione originaria, che dal cortile della masseria proseguiva in direzione di Modugno e dello stadio della Vittoria di Bari.

L'ingresso alla masseria è posto verso nord-ovest, dove oggi corre la Strada Provinciale 1; dopo un lungo viale si giunge al complesso di costruzioni attribuibili ai secoli XVIII-XIX.
Il primo locale che si incontra è il frantoio voltato a botte: in esso è ancora in opera un torchio ligneo su cui sono visibili due incisioni, una raffigurante un simbolo a forma di fiore a tre punte entro un semicerchio, l'altra con la data 1871, a riprova dell'utilizzazione continua della masseria fino all'inizio del XX secolo.

Dietro al torchio si intravede una colonnina con capitello decorato, sgrossato, riferibile alla stessa epoca della torre e della chiesa. Sulla stessa parete del frantoio, altre aperture conducono agli ambienti residenziali del piano superiore (gli ultimi per epoca di costruzione) attraverso una scala quasi completamente crollata.

Ancora più avanti, due aperture a sesto ribassato con mostra a rilievo evocano stili costruttivi chiaramente settecenteschi. Detti ingressi conducono ad ambienti di comunicazione tra l'edificio medievale, quello moderno e il cortile interno, dove trovavano posto anche le stalle.
Sul lato occidentale la costruzione si affaccia all'interno di un cortile recintato, sorvegliato da due garitte angolari dotate di feritoie. Sul terrazzo della palazzina che affaccia nel cortile interno, si nota ancora un campanile a vela.

La denominazione "Due Torri" fa intuire la presenza di una seconda torre gemella all'unica superstite, forse per un migliore controllo di un casale di così grandi dimensioni.

La masseria Due Torri non è soggetta a vincolo.

  
  
Michele Monno © 2009 - Tutti i diritti riservati
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