|
|
|
LE FAMIGLIE E LA STORIA
In documenti dei secoli X e XII si trova già il toponimo "Cillaro",
senza però altri elementi indicativi del luogo in cui sorgeva.
In una Santa Visita fatta il 1507, viene nominato un beneficio di "Sancto
Leo de Cillaro [
] in pertinetiis Carbonarie", comprendente
"puteo et cripta", goduto dal Cantore Abbate Leonardo Tresca
(Archivio D'Addosio, Biblioteca Nazionale di Bari).
A lui ancora nel 1564 si fa riferimento per lo stesso podere, già
detto "La Vela" in "via Valenzani". La chiesa di S.
Leone di Cillaro, all'epoca del suddetto beneficio, era tenuta a censo
dai fratelli Abbate Paolo e Giovanni Giacomo de Affatatis, e risulta annessa
ad un podere coltivato a vigneti.
Forse il nome "La Vela" si riferisce per sineddoche al culto
della Madonna, indicata con il velo virginale; si narra di un periglioso
viaggio per mare di un gruppo di monaci basiliani, protetti come sotto
un manto santo dalla Vergine, indicata appunto con il termine "la
vela".
Nel XVIII secolo sul
podere
con ipogeo fu quindi edificata una più grande struttura masserizia
comprendente una "niviera", per la conservazione del ghiaccio,
un "palmento" per la produzione del vino, una zona residenziale
attrezzata con elementi decorativi, e in seguito, un frantoio.
La famiglia Damiani, ultima proprietaria, donò la masseria con
annesso podere alle suore salesiane dei Sacri Cuori; attualmente l'edificio
accoglie un centro per audiolesi.
|