Gruppo Editoriale 
Valdemaro Vecchi 
MASSERIA PALUMBO O GAMBETTA
ARCHITETTURA
 

 

LA STRUTTURA ARCHITETTONICA

La masseria è composta da due edifici che formano una base ad L, su cui si alzano due livelli. Il corpo più antico è quello più piccolo, una torre che alla base mostra ancora evidenti le prime file di conci calcarei in bugnato rustico riferibili ad un più antico edificio medievale; ad esso si sono sovrapposte poi le strutture residenziali, fino ad un complesso organico quale si può oggi osservare, realizzato nel XIX secolo.

L'edificio non presenta particolari rilevanti: le finestre sono semplicemente architravate, il portone principale è tipicamente ottocentesco, il cornicione risulta essere aggettante rispetto ai muri d'ambito, gli ambienti adibiti al lavoro si aprono con porte più piccole.
La masseria sorge su un grande frantoio ipogeo documentato già durante il Medioevo, in cui sono ancora ben visibili i vari ambienti destinati alla produzione e alla conservazione dell'olio.

Nel cortile, impreziosito da due alti alberi di palme, si nota una piccola costruzione realizzata per accogliere la cappella privata, dedicata a Santa Maria di Costantinopoli.
Entrando attraverso un portale architravato sormontato da timpano di entra nell'aula unica con volta a botte unghiata e pavimento maiolicato; l'altare policromo rientra nella tipologia già in voga nel XVIII secolo, anche se probabilmente è da riferire all'epoca di costruzione dell'intera masseria.
Sulla parete si nota una lapide con la dedica della cappella alla Vergine Maria di Costantinopoli nel 1853, ad opera di Clemente Macario.

La masseria Palumbo - Gambetta è vincolata con D.M. del 03/06/92.

  
  
Michele Monno © 2009 - Tutti i diritti riservati
Comunicazione e Multimendia