Gruppo Editoriale 
Valdemaro Vecchi 
MASSERIA PALUMBO O GAMBETTA
LE FAMIGLIE
 

 

LE FAMIGLIE E LA STORIA

La masseria insiste in un territorio dove in passato sorgeva il casale di Vulpiclano o Vupliciano, attestato già in documenti dell'XI secolo.
Tra questi, uno in particolare dell'anno 1078 (Codice Diplomatico Barese, V, n. 3, p.7) è utile per conoscere notizie dettagliate su uno dei tanti frantoi che producevano l'olio di detto casale.

"Munda monacha f. Simeonis" di Bari si rivolge al notaio Iohannes per vendere la porzione di sua proprietà di un "tarpito" (trappeto) "in loco Vulpicclano", completo di tutti i suoi arredi: cripte di varie dimensioni "pro utilitate de tarpito ipso", altari con macine, torchi, e quant'altro fosse funzionale ad un buon frantoio ("altare ordinato et ipsa macina et fuso cum ferre et sua lignamina et pali et dalfino cum cabitello").

Nel Catasto Onciario del 1753 la masseria risulta essere tra le proprietà della famiglia Gironda, insieme ad altre due masserie: la masseria Maselli, e la masseria Due Torri; quest'ultima, poco distante, è segnalata come la masseria Palumbo, con il toponimo "Geronio" su una carta topografica dell'inizio del XIX secolo.
La famiglia Gerunda, divenuta poi Gironda, giunse dalla Francia probabilmente al seguito di re Carlo I d'Angiò, dopo essere passata dalla Calabria e da Monopoli.

  
  
Michele Monno © 2009 - Tutti i diritti riservati
Comunicazione e Multimendia