LA STRUTTURA ARCHITETTONICA
Dal
viale di accesso si nota la struttura principale a due piani, quasi
una torre, decentrata rispetto al muro di cinta, poiché all’interno
è inglobato (sul lato sinistro rispetto all’ingresso) anche
il giardino con agrumeto, elemento comune nelle masserie.
Al centro dell’edificio, in direzione del portale, svetta slanciato
il campanile a vela
che sull’estremità presenta volute
laterali e cartiglio
centrale, tipiche decorazioni settecentesche.
La struttura insiste su un insediamento medievale, citato col nome di
«Torre de Rudiperti» nel Codice Diplomatico Barese, costituito
da torre con annesso frantoio, chiesa, mulino e cisterne per l’acqua
piovana. Sulle fondamenta medievali fu costruita all’inizio del
Cinquecento la residenza turrita, di cui sul prospetto posteriore si
nota qualche lacerto di muratura: esso consiste in conci calcarei bugnati
e in tre mensole che probabilmente reggevano un balcone.
La
masseria fu quindi modificata durante il XVIII secolo con l’aggiunta
di altri corpi di fabbrica ed elementi decorativi; le finestre del primo
piano furono architravate,
dotate di stipiti
a rilievo e gocciolatoi
mistilinei in cui
fu inserito lo stemma gentilizio della famiglia proprietaria, i Tanzi,
costituito da due gigli affrontati.
Il giglio ricorre anche sulla chiave
dell’arco dell’importante portale, più
alto rispetto al muro di cinta; il portale è inserito tra pilastri
di conci calcarei bugnati
ed una trabeazione
il cui fregio
consiste in lastre calcaree incise per tutta la lunghezza, oggi scarsamente
leggibili, ma su cui si riescono a vedere la data 1791 ed al centro,
in asse con il sottostante giglio, una croce di Malta.
Alla
fine del XVIII secolo si attribuisce anche la costruzione “ex
novo” di alcuni ambienti, fra cui l’ampio loggiato sulla
destra, cinto da balaustrini
sul lato prospiciente il portale; esso insiste su un arco a
sesto ribassato che immette nei locali del piano terra.
Alcune stanze del primo piano sono affrescate.
Nel complesso è compresa anche una cappella dedicata alla Addolorata,
già citata nei documenti medievali, ma sicuramente modificata
durante il Cinquecento; la cappella presenta portale architravato
con gocciolatoio
mistilineo, sormontato
da cornicione modanato e da timpano
spezzato. Locali ipogei
accessibili da aperture a
sesto ribassato ospitavano il mulino e gli “ergastula”,
cioè piccoli ambienti dove schiavi o uomini di fatica rimanevano
legati in attesa di concentrare le loro forze per muovere le macine.
Completavano la struttura fontane e piscine per l’approvvigionamento
idrico degli abitanti e per l’irrigazione del vastissimo fondo
agricolo collegato alla proprietà.
La masseria Torre Reddito non è soggetta a vincolo.