LA STRUTTURA ARCHITETTONICA
La
chiesa appartiene per stile e tipo di materiali di costruzione alla
tipologia delle chiese rurali preromaniche di Puglia (soprattutto della
zona tra Bisceglie, Molfetta e Bitonto) realizzate tra i secoli XI-XII.
Essa, orientata con l’abside verso est secondo il consueto schema
medievale, e provvista di due ingressi (il principale a ovest, il secondario
a nord), è una piccola costruzione a croce contratta su cui si
sviluppa una cupola che sporge leggermente dal volume parallelepipedo
della volta, e termina con un pinnacolo
verso l’alto. La facciata è incorniciata da spioventi molto
accentuati su cui si inserisce una serie di archetti pensili realizzati
nel XX secolo riprendendo le decorazioni originali con la classica decorazione
a foglie d’acanto, secondo la moda del “revival”.
Il portale è lunato
ad arco a tutto
sesto con doppia
ghiera e motivi decorativi sulle mensole di appoggio dell’archivolto,
in asse con un oculo;
in passato esso era sormontato da una formella con uno stemma gentilizio.
L’interno è, come detto sopra, “a croce contratta”
a navata unica, con quattro arconi che delimitando il quadrato centrale,
sostengono il peso della cupola, impostata su volta
a botte.
L’unica
abside termina
verso l’alto “a catino”: vi campeggia l’immagine
affrescata di San Giorgio che atterra il drago, tipica iconografia del
Santo; testimonianze passate ricordano altre figure affrescate ai lati
dell’abside che probabilmente disegnavano le fisionomie dei committenti.
L’affresco è postumo all’impianto originario della
chiesa.
Sulle pareti laterali della zona absidale si notano due nicchie in cui
forse in passato trovavano spazio delle statue; infine una piccola porta
sulla destra dell’abside conduce in un ambiente sacrestia collegato
in epoca successiva direttamente alla masseria. L’altare, ricostruito
nel XX secolo, non è più esistente. La volta e la cupola
appaiono oggi come furono realizzate all’epoca del restauro del
1920 ad opera dell’allora proprietario Nicola Scattarelli (testimoniato
da lapide commemorativa posta presso il portale principale, sulla destra)
in stile medievale, con stucchi che simulano l’opera dei lapicidi
dell'XI secolo.
Le pareti d’ambito sono decorate (sempre all’epoca dei
restauri del XX secolo) da fasce orizzontali bicrome e da affreschi
che imitano il marmo; probabilmente, stando alla testimonianza dei grossi
fori rimasti, ai due lati del portale principale erano in opera due
acquasantiere.
Adiacente al lato sud della chiesa sorge la masseria, attribuibile al
secolo XVIII (a ben sette secoli dopo la costruzione della chiesa).
Essa non possiede caratteristiche rilevanti, tanto più se paragonate
alla chiesa a cui è annessa. Sviluppato su due superfici, l’edificio
è realizzato con tufi misti a blocchi di calcare; semplici solai
dividono il piano terra dal primo piano, su cui si aprono semplici finestre
architravate.
Il prospetto rivolto ad ovest, che riprende l’orientamento della
chiesa, si affaccia su un grande cortile e presenta un vialetto segnato
da colonnine (di cui rimangono oggi solo le basi) che, partendo dal
portale dell’ingresso secondario su Strada San Giorgio, chiude
una zona destinata probabilmente ad agrumeto.
Sul prospetto est un piccolo cortile ospita altre costruzioni di rimessa;
sul lato sud est sporge un corpo di fabbrica ad una sola superficie
addossato all’abside
della chiesa: una scala esterna permette l’accesso sul terrazzo
che forse in origine aveva l’aspetto di un loggiato.
Affiancato
alla suddetta scala, a sud est, il muro di cinta si apre con un portale
ad arco ribassato
riferibile ad epoca settecentesca, ingresso principale della masseria,
realizzato all’incirca seguendo il vecchio perimetro recintato
del complesso di culto.
Un portale di identica forma attualmente murato si trova fra l’ingresso
alla masseria e il portale laterale della chiesa.
In direzione con quest’ultimo, ma in realtà sul fianco
destro della chiesa, svetta un campanile
a vela su cui è scolpito un volto barbuto.
Sotto tutta l’area della masseria, della chiesa e della campagna
di pertinenza, si sviluppa un grande ipogeo
scavato nel tufo: esso con molta probabilità ospitava il culto
di San Giorgio già molto tempo prima della costruzione dell’XI
secolo.
Non è raro trovare ambienti ipogei
nei territori dei casali,
nei pressi di insediamenti monastici dei secoli XI-XII. Numerose aperture
dislocate tra la chiesa e la campagna davano luce all’insediamento;
ad esso si accedeva attraverso doppio ingresso diviso da pilastro situato
a nord ovest rispetto alla chiesa; da questo vano principale si articolavano
gli altri locali. L’ipogeo
si estendeva ben oltre i limiti attuali, sconfinando nelle proprietà
limitrofe per diverse decine di metri: attualmente esso misura circa
100 metri quadrati.
La chiesa di San Giorgio è tutelata da D.M. del 02/05/77;
la masseria da D.M. del 04/07/77.