Gruppo Editoriale 
Valdemaro Vecchi 
MASSERIA SANTA CATERINA
ARCHITETTURA
 

 

LA STRUTTURA ARCHITETTONICA

La masseria è costituita da un unico edificio a due piani su base rettangolare. L'epoca di costruzione dell'omogeneo edificio può essere ascritta tra i secoli XVII-XVIII. Una cornice marcapiano aggettante separa il piano terra (intonacato a calce di recente), dall'unico piano superiore, in conci di tufo squadrati.

Le finestre del primo piano si dispongono simmetricamente in asse con le aperture inferiori: alle due finestre laterali del piano alto, architravate con stipiti sporgenti e gocciolatoio rettilineo, corrispondono due piccole finestre sopraluce mistilinee del piano terra dei locali adibiti a stalle, così come al portale di ingresso fa da eco la finestra centrale.
Il portale, centrato rispetto all'armonia della facciata, è ad arco ribassato e definito da stipiti marcati; inquadrato in lesene sporgenti che proseguono verso l'alto scandendo simmetricamente la facciata, esso funge da fulcro visivo di tutto l'edificio.
La finestra corrispondente è incorniciata come le altre due da stipiti sporgenti, ma si distingue per il gocciolatoio, che termina con un coronamento a pagoda.
Tra l'architrave e il gocciolatoio è incastrata una lastra calcarea incisa, con la dedicazione dell'edificio.

All'estremità superiore l'edificio termina con una fila di sei feritoie per archibugi e un cornicione aggettante, che in direzione della finestra centrale e del portale presenta un piccolo occhio. Sul terrazzo, due innalzamenti triangolari realizzati con conci di tufo, sono posti agli angoli, a protezione delle sentinelle.

I restanti tre lati dell'edificio rivelano molta meno cura nella costruzione, che si riduce a spoglie pareti dove anche la sporgente e decorativa cornice marcapiano della facciata diviene una semplice fila orizzontale di conci di tufo.

All'interno, dopo un androne con volta a sesto ribassato, un piccolo cortile permette di raggiungere facilmente le stalle voltate a crociera, che occupano quasi tutti i locali al piano terra. Al centro della parete frontale due rampe di scale in tufo si ricongiungono su un ballatoio intermedio per poi separarsi nuovamente e condurre alle due ali del primo piano dell'edificio.
Le stanze, tutte con volte a padiglione, si distribuiscono nel quadrilatero intorno alla corte centrale e sono tutte comunicanti tra loro attraverso uno stretto corridoio voltato a botte, che prende luce da piccole finestre che si affacciano nel cortile.

L'edificio presenta attualmente notevoli problemi statici dovuti all'abbandono del sito. Presso la masseria, sul ciglio della antica strada, sorge un ipogeo molto esteso scavato nel tufo, composto da diversi ambienti collegati tra loro attraverso corridoi e grandi sale di comunicazione destinate a frantoio.
Sono ancora visibili resti di macine, pozzi, torchi e fori di comunicazione con l'esterno per gettare le olive direttamente dai campi: tutti elementi funzionali alla produzione di olio, che qui era cospicua.

La masseria S. Caterina è di proprietà del Capitolo Metropolitano
e non è soggetta a vincolo.

  
  
Michele Monno © 2009 - Tutti i diritti riservati
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