LA STRUTTURA ARCHITETTONICA

La masseria, oggi allo stato di rudere, è composta da diversi corpi
di fabbrica sovrapposti in epoche diverse.
L'elemento principale si può riferire all'edilizia rurale del XVII secolo,
ed è rappresentato da una torre fortificata a base rettangolare su due
livelli, realizzata con conci di tufo ben squadrati; a coronamento della
torre si nota un terrazzo provvisto di due caditoie
in asse con gli ingressi, su due lati contrapposti, e un leggero innalzamento
della muratura sugli angoli.
Le finestre sono semplicemente architravate
e non presentano particolari rilevanti. L'ingresso principale presenta
evidenti modifiche attribuibili ai secoli XVIII-XIX.
Altri ambienti realizzati successivamente, con tecnica più grossolana
rispetto alla più solida torre, si addossano a quest'ultima, probabilmente
per le sopravvenute esigenze di lavorazione dei prodotti agricoli: sul
retro si nota ancora un vasto accesso ad arco
a tutto sesto, oggi tompagnato, da cui probabilmente passavano
carri o animali da trasporto.
Dai lacerti di muro ancora in piedi, si può immaginare un alto muro
di cinta che
proteggeva la masseria, e si apriva con il grande portale inserito in
una parete sormontata da cornicione
modanato aggettante; il portale è a
tutto sesto, incorniciato da una ghiera
lunata, e in asse mostra ancora il segno di una lastra decorativa
non più in opera, su cui probabilmente si inseriva un'immagine votiva
o uno stemma di riferimento alla famiglia proprietaria.
Al portale era collegato un locale voltato
a botte che terminava poi nel cortile prospiciente la masseria.
Sullo stesso rettilineo del muro di cinta, oltre l'edificio fortificato,
si nota un'altra apertura, corrispondente a quello che in passato doveva
essere l'agrumeto; si tratta di un portalino particolare, inserito in
una nicchia, e più ricercato
rispetto al resto della masseria: ad arco
a tutto sesto sormontato da timpano
triangolare.

Non è dato sapersi il motivo di questo interessante ingresso; forse
per un accesso privilegiato al giardino, o forse per collegare in qualche
modo la masseria con un altro edificio, posto oltre la strada, in cui
si trova la chiesa dedicata a Santa Maria del Deserto, da cui deriva
il toponimo di tutto l'insediamento.
La cappella è inglobata entro le mura di un piccolo edificio rurale
costruito successivamente, e che forse ne ha alterato forma e dimensioni.
La cappella, orientata, è a navata
unica absidata con piccolo
transetto; nel braccio
destro di quest'ultimo si inserisce una cavità entro cui è ancora visibile
un affresco con l'immagine della Vergine. 
Come osservato dalla Calderazzi (1984), la presenza dell'affresco sulla
parete del transetto non è coerente con l'abside
a vista: le ipotesi proposte riguardano l'eventuale distruzione di altri
affreschi nell'unica abside
esistente e il taglio di parte della navata
centrale all'altezza dell'attuale ingresso, evidentemente postumo alla
costruzione (vi si notano conci di tufo diversi tra loro e un arcata
tompagnata); seguendo l'ultima ipotesi, l'edificio sacro avrebbe avuto
un ingresso molto più prossimo alla masseria rispetto a oggi, avvalorando
ulteriormente l'idea di un unico, complesso, insediamento.
La masseria e la chiesa di Santa Maria del Deserto non sono soggette
a vincolo.