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«Non c’è scadenza per la verità. La verità non scade mai»

«Non c’è scadenza per la verità su queste vicende. La verità non scade mai». Queste parole sono state il filo conduttore dell’intervento dell’On. Gero Grassi pronunciato ieri alla Camera dei Deputati nell’ambito della discussione generale sulla proposta di legge che istituisce una commissione bicamerale di inchiesta sul rapimento e la morte di Aldo Moro. L’approvazione a larghissima maggioranza è attesa nei prossimi giorni. La commissione di inchiesta sarà composta da venticinque deputati e venticinque senatori e dovrà terminare i suoi lavori entro diciotto mesi dalla sua istituzione.

«Aldo Moro viene rapito perché incarna in quel momento il riformismo, la volontà di voltare pagina, la volontà del popolo italiano di chiudere anni prima la continuazione e i postumi della guerra fredda», ha affermato ancora Grassi, soffermandosi analiticamente su tutta una serie di misteri che né la prima commissione d’inchiesta sul caso Moro del 1979 né le successive “commissioni stragi” istituite fino al 2001 hanno potuto risolvere, ma che sicuramente hanno contribuito a far venire alla luce, come dimostra il documento, curato dallo stesso Grassi, Aldo Moro: Il Partito Democratico vuole la verità. Misteri che partono già quella mattina del 16 marzo 1978, quando Moro fu rapito e i componenti della sua scorta uccisi, e attraversano tutti i 55 giorni della sua prigionia.

Qui di seguito il video dell’intervento dell’On. Gero Grassi di ieri alla Camera dei Deputati. Un approfondimento delle questioni che vi sono sollevate sarà oggetto dell’incontro dal titolo “Chi e perché ha ucciso Aldo Moro” che si terrà venerdì 28 marzo alle ore 18 all’Hotel Excelsior in via Giulio Petroni a Bari. In quell’occasione, esporranno le loro testimonianze sulla figura di Aldo Moro e sui misteri del suo rapimento e della sua scomparsa anche il sindaco di Bari Michele Emiliano, il candidato sindaco del centro-sinistra Antonio Decaro e il consigliere regionale del Partito democratico Michele Monno.

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